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 sabato 27 maggio 2017

MESSINA

Badiazza, “Le nuove frontiere della psicopatologia”

di Redazione


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La Badiazza di Messina ha ospitato il convegno formativo “Le nuove frontiere della psicopatologia”, una giornata di lavori e di confronto dove si è discusso di: frontiere, visioni, disidentità, mutazioni psichiche, solitudine, dissoluzione, produzioni proiettive, narcisismo, invisibile, limite, alterità, sono state alcune delle parole chiavi che il convegno ha percorso per cercare di comprendere lo spirito del nostro tempo e le nuove forme della psicopatologia.

Il dott. Matteo Allone, curatore scientifico dell’evento, si è dimostrato soddisfatto per la perfetta riuscita della manifestazione e ha dichiarato:Nella ricerca di comprensione, abbiamo bisogno di aprirci a scenari sinora sconosciuti. Fedele alle sue radici archetipiche, il tema della frontiera, nelle tante declinazioni di senso, ci riconduce a ciò che ci unisce e ci divide insieme. L’ombra individuale e collettiva necessità di un’attenzione ineludibile per quanti sono impegnati nell’ardua e, necessariamente, consapevole attività di cura. Il fenomeno migratorio, le guerre, la post-modernità, il nemico interno ed esterno, il mondo reale e quello oltre lo schermo, richiedono una riflessione attenta e aperta al confronto e ai diversi saperi”.

Questo terzo evento nato dalla sinergia Ordine dei Medici della Provincia di Messina e il Centro Italiano di Psicologia Analitica per l’Italia Meridionale e la Sicilia, realizzato in un luogo simbolico come La Chiesa di Santa Maria della Valle, crocevia d’incontro e contaminazione della cultura mediorientale ed europea, è stato un proseguire nel cammino tracciato di formare gli operatori sugli aspetti etici, clinici, psicologici e sociali di scenari complessi che sottendono nuove problematicità psicopatologiche.

I temi affrontati su più fronti hanno cercato di sviluppare una consapevolezza critica e approfondita al fine di mettere in atto processi e azioni volte a fronteggiare, adeguatamente, situazioni che non hanno più il carattere dell’emergenza. L’evento è iniziato con il saluto delle autorità, la prima parte è stata moderata da Lino Ancona e Francesco La Rosa. I lavori sono stati introdotti dal dott. Allone che ha parlato delle “Nuove frontiere della psicopatologia”. Sono seguite le relazioni di: Ferdinando Testa, “La clinica delle visioni: tra fenomenologia ed immaginazione”, Maurizio Nicolosi, “Il tempo (triste) della disidentità e Giulia Valerio, Prospettive etnocliniche: le frontiere dell’invisibile”.

Dopo un break sono intervenuti come moderatori: Giuseppe Rao, Melania Mento e, a seguire, gli interventi di: Daniele La Barbera, “Fisiopatologia dei mondi artificiali, tra mutazioni psichiche e cambiamenti antropologici”, Luigi Baldari, “Effetti fisiologici e patologici della solitudine e Gioia Marzi, l’anoressia oltre il culto e la dissoluzione del corpo”. La mattinata si è conclusa con una discussione finale.

Nel pomeriggio, i lavori sono ripresi con i seguenti moderatori: Giuseppe Mento e Clemente Cedro, con le relazioni di Salvatore Settineri, “Qual è il confine nella produzione proiettiva?”, Riccardo Mondo, “Alterità alienate. Ospitare lo straniero nell’analisi di gruppo”, Giovanna Gioffrè, “Narcisismo 2.0: il predominio dell’immagine sull’immaginazione”, mentre l’intervento finale è stato affidato a Mario Gullì, “Salire il limitare di gioventù, ostacoli al passaggio all’età adulta”. La parte finale dell’evento è stata dedicata alla verifica dell’apprendimento, alla compilazione del questionario E.C.M. e sulla qualità percepita.


 


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