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 lunedì 8 maggio 2017

CATANIA

Formazione continua dedicata ai giornalisti, con la Società San Paolo di Catania e l’Ucsi Sicilia

di Filippo Cannizzo


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In preparazione alla 51a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal tema “Non temere, perché io sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, sabato 6 maggio si è svolto a Catania, presso l’Auditorium della Società San Paolo, l’incontro formativo dedicato ai giornalisti dal titolo “Il Comunicatore: faro nel buio di questo mondo”, promosso dai Paolini etnei in collaborazione con l’“UCSI” – “Sicilia Unione Cattolica Stampa Italiana” e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. A introdurre l’evento, inserito nell’attività della formazione professionale continua dei giornalisti, è stato Marco Oddo, libero professionista, che ha presentato i relatori e il tema in oggetto riguardante la “Comunicazione in mutevole e continuo cambiamento in cerca di un’identità precisa”.

Moderatore del seminario formativo don Agatino Gugliara, sacerdote paolino, superiore Società San Paolo, Comunità di Catania, che, riprendendo il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale, ha ribadito “la necessità di guardare alla realtà con la luce dell’annuncio della ‘buona notizia’ del Vangelo”. Per una comunicazione che diviene missione e strumento di evangelizzazione trasversale in grado di raggiungere tutti. Come ha dibattuto don Valdir Josè de Castro, superiore Generale della Società San Paolo, per la prima volta in Sicilia, che, riproponendo la genesi dell’intuizione profetica di don Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, ha evidenziato le difficoltà e le sfide legate al nostro tempo in cui la comunicazione “corre il rischio di scontrarsi con una massa impersonale digitale dimenticando di promuovere interazione, dialogo e condivisione”.

Tra i relatori presenti anche don Paolo Buttiglieri, sacerdote Salesiano, consulente ecclesiastico “UCSI” Sicilia, che da giornalista ha proposto una riflessione su “La notizia da comunicare. Abitudini e stili” soffermandosi sulla necessità di ritornare a una “comunicazione bioetica, con al centro la vita dell’uomo nel rispetto dell’etica e del codice deontologico”. Contesto nel quale, ha ribadito don Paolo, diventa fondamentale l’apporto del “giornalista in qualità di educatore, formatore e di ‘faro’ della conoscenza per indicare la realtà cosi come è, senza giudizi e preconcetti”.

A chiudere l’incontro, è stato il prof. Marco Pappalardo, docente, giornalista e scrittore che, sulla base della propria esperienza personale, ha argomentato su “La comunicazione: interconnessione tra generazioni”, con l’invito finale a riscoprire le quattro virtù cardinali, prudenza, fortezza, temperanza e giustizia in chiave sociale e digitale. Ovvero, ritornare ad “avere equilibrio, rispetto di se stessi e degli altri, mantenere l’auto controllo, la giusta distanza e il libero accesso in rete”.


 


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