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 venerdì 5 maggio 2017

MESSINA

“CittadinanzAttiva” – Tematiche urbanistico/territoriali relative alla Città di Messina

di Redazione


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Venerdi 28 aprile, convocata dal coordinatore dell’Assemblea Territoriale Messina Centro di “CittadinanzAttiva”, dott. Nino Quartarone, in collaborazione con i coordinatori di Messina Nord, Paolo Conti, e di Messina Sud, Angela Rizzo, si è tenuta una riunione per mettere a fuoco alcune tematiche urbanistico/territoriali relative alla Città di Messina. Erano presenti, tra gli altri: l’avv. Massimo Gambino di Giustizia per i Diritti, il dott. agr. Saverio Tignino e l’ing. Vincenzo Colavecchio. Dapprima, è stato trattato il tema della ZPS (Zona a Protezione Speciale) ITA 030042 Monti Peloritani – dorsale Curcuraci-Antennamare e area marina dello Stretto di Messina della superficie 28.051 ha, oltre l’area marina. Le due ZPS, in precedenza individuate con i due SIC (Siti di Interesse Comunitario), l’uno sulla dorsale dei Peloritani e l’altro ricadente nella riserva naturale di Capo Peloro, successivamente, sono state unificate e fatte coincidere con l’IBA (Important Bird Area), cioè con l’area delimitata in relazione all’importante flusso migratorio che attraversa lo Stretto di Messina.

I SIC e la ZPS fanno parte della Rete Natura 2000 e sono stati individuati dalla Regione Siciliana in attuazione delle Direttive Comunitarie “Habitat” e “Uccelli”. La ZPS ITA 030042 incide su circa il 75 % del territorio comunale di Messina, perché, invece di tutelare (come previsto, espressamente, dalla legge) soltanto i territori che costituiscono sistemi naturali e seminaturali, include vasti spazi urbanizzati, tra cui zone dell’Annunziata e Giostra, ambito di risanamento urbano, tutta la riviera nord con i villaggi costieri e tutti i villaggi collinari. Ciò ha determinato una notevole interferenza su tutte le pratiche di edilizia privata ricadenti all’interno della ZPS, senza distinzione tra aree naturali e seminaturali e zone urbanizzate. Esisterebbe la possibilità di richiedere alla Regione di formulare una proposta di riperimetrazione finalizzata all’esclusione di almeno una parte delle zone urbane, oggi incluse; altrimenti, sarebbe consigliabile individuare, sugli elaborati che costituiscono il PDG (Piano di Gestione) dei Monti Peloritani, le norme relative ai territori densamente edificati e agli agglomerati urbani, in modo da proporne la modifica al fine della esclusione di tali zone da quelle che richiedono di sottoporre i progetti edilizi a Valutazione di Incidenza o a Screening.

Una questione connessa con la ZPS riguarda il PRG di Messina. Poiché, tale strumento urbanistico è stato approvato prima della nascita della ZPS, esso non è stato sottoposto alla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale). Per tale motivo, alcuni hanno sostenuto, strumentalmente, che nessun permesso di costruire poteva essere rilasciato, in quanto non era nota l’incidenza accumulata sul territorio a causa della complementarità degli interventi. L’ufficio competente, organizzato dal Comune di Messina, ha effettuato uno studio generale, considerando tutti gli interventi sottoposti a VINCA autorizzati (più di quelli, effettivamente, realizzati), e si è appurato che tale incidenza risulta minore dell’1%, pur comprendendo alcuni piani di lottizzazione autorizzati. Il Comune, però, si è spinto oltre e ha zonizzato il territorio.

In tal modo, ha individuato la cosiddetta zona “Q”, area nord di Messina facente parte del Capo Peloro, sostenendo che, a causa del superamento localizzato dell’1% generale, nell’area non si possono più rilasciare provvedimenti favorevoli, col risultato di paralizzare l’attività edilizia e penalizzare una grossa fetta di popolazione. Altra questione discussa è stata la cosiddetta “Variante di Tutela Ambientale” che l’Amministrazione ha, recentemente, inviato al Consiglio Comunale e che ha come presupposto la cosiddetta “Delibera Salvacolline”, emanata dal CC su proposta dell’Assessore del tempo (Corvaia). L’attuale Amministrazione ha riunito diversi input di carattere vincolistico, tra cui, oltre alla Salvacolline, gli studi sulla suscettività edificatoria, sul rischio idrogeologico ecc. E ha tirato fuori un piano che ha anche dovuto sottoporre a VAS, la cui finalità dovrebbe essere quella di abolire cubature che il vigente PRG consentirebbe tuttora sulle pendici delle colline.

In tal modo, l’Amministrazione ha portato a circa 1.800.000 mc la cubatura da cancellare in zona collinare. Per evitare contenziosi con i proprietari penalizzati, sarebbe consentito l’accesso a una sorta di banca dei volumi, in modo da poter rendere disponibile (in vendita) il 50 % della cubatura cassata, che si dovrebbe concentrare nelle cosiddette zone ZIR e ZIS (Zone Industriali Regionale e Statale), dove, però, i proprietari fondiari sono una ristretta cerchia. La scelta di costituire una banca della cubatura potrebbe avere valenze positive per la trasformazione urbana, in funzione del principio perequativo. La possibilità di recuperare cubatura dai territori a rischio o meglio dalla rinuncia all’ulteriore espansione urbana in modo da aderire al principio del “Consumo di nuovo suolo zero”, andrebbe meglio legata a una politica di rilancio dell’edilizia nell’ambito della Rigenerazione Urbana Sostenibile.

In sostanza, l’intervento edilizio dovrebbe essere indirizzato alla riqualificazione del tessuto urbano esistente, mediante restauro, recupero edilizio, risanamento, sostituzione, nuovo assetto urbanistico, efficientazione energetica e sismica, aumento e miglioramento dei servizi, scelte di viabilità, impiantistica smart, ecc. Ciò potrebbe essere, più facilmente concretizzato potendo disporre di incentivi basati sulla possibilità di disporre di cubatura aggiuntiva da acquistare alla banca del volume, ma, ovviamente, non da concentrare in un’area appartenete a pochi proprietari, bensì a tutto il territorio su cui s’intende favorire la Rigenerazione Urbana. L’avv. Massimo Gambino è stato invitato ad approfondire la tematica esaminata per suggerire, in caso di opposizione da parte degli uffici interessati, le eventuali iniziative da assumere in sede giurisdizionale. Preliminarmente, poiché gli argomenti esaminati meritano una più approfondita valutazione, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, Ordini professionali, Ufficio del Genio Civile, Amministrazione comunale, etc, “CittadinanzAttiva” Messina ha deciso di organizzare un incontro operativo, coinvolgendo i soggetti prima indicati, alla presenza dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente.


 


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