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 lunedì 3 aprile 2017

MESSINA

Presentato il libro del procuratore della Repubblica Gratteri

di Redazione


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Aula Magna dell’Ateneo gremita in occasione dell’incontro con Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, che ha presentato il suo volume “Padrini e padroni”, scritto insieme a Antonio Nicaso, giornalista e studioso dei fenomeni criminali di stampo mafioso. All’evento, sono intervenuti: - Gianpiero D’Alia (presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali); - Vincenzo Barbaro (procuratore della Repubblica f.f. di Messina); - Emanuele Crescenti (procuratore della Repubblica di Barcellona P.G.); - Vincenzo Ciraolo (presidente Ordine degli Avvocati di Messina); ha moderato i lavori il giornalista Emilio Pintaldi.

Il libro rappresenta un grido d’allarme e una presa di coscienza dell’evoluzione compiuta negli anni dalla criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta, via via diventata classe dirigente e protagonista di un viaggio poco lusinghiero che tocca moltissime Regioni d’Italia, da Nord a Sud, e Paesi stranieri, come l’Olanda, l’Australia, l’Inghilterra, gli U.S.A.. Il volume ripercorre oltre un secolo di omertà e propone una carrellata di episodi (a cominciare dal 1869, anno in cui le elezioni amministrative di Reggio Calabria furono annullate per inequivocabili e comprovate collusioni con la malavita).

Nicola Gratteri, che con questo ha firmato il suo undicesimo libro, ha definito il volume l’anello mancante e di congiunzione con i precedenti lavori. Una ricerca storica sulle origini della ‘ndrangheta sino ai cambiamenti che l’hanno resa ciò che è oggi. Il germe ha attecchito – ha aggiunto – quando è stato permesso a dei semplici ladri di polli di divenire picciotti e interporsi nella vita di famiglie o negli accadimenti di una città. È il caso delle elezioni amministrative di Reggio Calabria del 1869, del terremoto del 1908 e di molto altro ancora, sino ai giorni nostri, con gli esempi del traffico di stupefacenti e delle scommesse illecite nel mondo sportivo. Rispetto agli altri Paesi, sprovvisti della cultura del controllo territoriale, in Italia possiamo contare sull’efficienza della Polizia Giudiziaria, élite nel panorama mondiale e sull’organizzazione investigativa. Sono molto felice – ha concluso – di poter parlare di fronte a una vasta platea di giovani e studenti”.


 


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