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 martedì 21 febbraio 2017

MESSINA

Riscoprire la storia della Città attraverso quella della Chiesa Valdese

di Redazione


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Riscoprire la storia della Città attraverso quella della Chiesa Valdese di Messina, senza dimenticare l’emanazione delle Lettere Patenti del Regno di Sardegna, che, nel 1848, garantirono i diritti civili a tutti i sudditi sabaudi, compresi quindi i valdesi e gli ebrei. Questi i temi del doppio appuntamento dei giorni scorsi organizzato dalla Chiesa Valdese di Messina, nell’ambito dei festeggiamenti del 500° Anniversario della Riforma protestante. Grazie alla prof.ssa Michela D’Angelo, i presenti hanno avuto l’opportunità di ripercorrere la storia della chiesa protestante a Messina, partendo dagli insediamenti stranieri alla fine del Settecento e ponendo particolare attenzione al periodo compreso tra il 1861 (quando arrivò in Città il primo pastore valdese) e il terremoto del 1908.

Raccontando, quindi, la storia delle famiglie straniere più importanti come i Sanderson, i Grill e i Ruegg, solo per citarne alcune, la prof.ssa D’Angelo ha raccontato anche una parte della storia della Città, quando l’industria e il commercio erano fiorenti e nulla lasciava prevedere il declino del XX e del XXI secolo. La presenza valdese, in Sicilia, iniziò nel 1861 con l’arrivo nell’Isola del pastore Giorgio Appia, che aveva studiato teologia a Bonn, Halle e Ginevra. A Messina, la sua predicazione raccolse subito una piccola comunità, destinata ben presto a crescere, così da richiedere, già nel 1868, l’invio di un pastore stabile e, nel 1872, l’acquisto e la trasformazione in tempio valdese di una vecchia chiesa cattolica, prima adibita a magazzino. Il numero dei fedeli aumentò rapidamente, ma il decennio 1869-1879 fu il periodo migliore della comunità che arrivò a contare oltre 300 fedeli, un numero raggiunto da poche altre Chiese Valdesi in Italia.

L’unico vero problema era la mancanza di un locale adatto e, il 22 febbraio 1872, fu inaugurata la prima chiesa valdese di Messina. Il clero locale non gradì l’apertura di un tempio protestante proprio di fronte a una chiesa cattolica e questo generò dei disordini. Episodi del genere non rimasero isolati e altri gesti di fanatismo e intolleranza religiosa si ripeterono nel marzo del 1875 durante la processione di San Giuseppe, durante la quale 200 fedeli cattolici, gridando e insultando i passanti, li obbligarono a scoprirsi il capo, aggredendoli verbalmente e apostrofandoli come frammassoni e protestanti. In ogni caso, si trattò di fatti occasionali e le attività proseguirono tranquillamente. Il terremoto del 1908 travolse anche la comunità valdese. Durante il sisma morirono i due terzi dei membri di chiesa e il pastore Chauvie, ricordato, soprattutto, per l’impronta sociale del suo ministero.

L’altro appuntamento è stato organizzato la sera del 16 febbraio, per ricordare l’emanazione delle Lettere Patenti, firmate da Carlo Alberto di Savoia ed entrate in vigore il 17 febbraio 1848, grazie alle quali i valdesi ottennero le libertà civili. La sera prima, la notizia fu trasmessa da Torino alle valli piemontesi grazie a dei fuochi che via via si accendevano per diffonderla. Da allora, il 16 febbraio di ogni anno, i membri della Chiesa Valdese ricordano in tutto il mondo quel primo passo importante verso la libertà. La comunità di Messina ha celebrato questo anniversario, così importante, con un falò simbolico e un momento di preghiera curato dal pastore Rosario Confessore.


 


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