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 martedì 27 dicembre 2016

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Ennesimo interramento del porto di Tremestieri

di Redazione


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Dopo diversi anni in cui la vicenda del porto artificiale di Tremestieri è andata avanti, diventando, per scelte incomprensibili anche dal punto di vista tecnico, una vera e propria macchina mangiasoldi fondata sulla tesi di dover abbandonare il porto naturale della Città, uno dei migliori del Mediterraneo, per incaponirsi nel volere costruire ed alimentare un’improbabile struttura portuale ubicata in un sito dove era assolutamente sconsigliabile che venisse edificata. Detto questo, si è pensato bene che l’ampliamento di detta struttura potesse essere l’unico modo per preservale dai ciclici inconvenienti dell’insabbiamento e della distruzione dei moli prodotti dalle mareggiate. Sulla base di questa teoria, si è lavorato per ottenere finanziamenti, che sono stati assegnati. Ciò che deve far riflettere è che da diverso tempo è partito un pressing nei confronti del ministro Delrio, affinché conceda al sindaco di Messina i poteri speciali per la gestione della nuova opera. Ciò che appare singolare, se non sospetto, è che anche uomini politici di identità varie che, solitamente, non esprimono giudizi lusinghieri nei confronti del sindaco Accorinti, ora spingano perché gli vengano assegnati questi poteri, mentre nessuno dice perché la Via del Mare, progettata 19 anni fa per collegare il porto storico con le autostrade, non è stata mai realizzata, malgrado, pare, abbia ottenuto i finanziamenti.

Così, come non viene posto in evidenza il danno che ha provocato alla costa il porto già realizzato a Tremestieri a causa della deviazione del flusso delle correnti marine, inconveniente che diventerebbe ancor maggiore con l’ampliamento di detta struttura. Se a ciò si aggiunge che i tempi di percorrenza Tremestieri-Villa sono doppi rispetto a quelli che si hanno da Messina, si evince che doppio è anche l’inquinamento che sviluppano le navi e doppio è anche il pedaggio che finisce con l’essere ricaricato su tutti i cittadini in transito e sulle merci che vengono importate ed esportate dalla Sicilia. Il ministro Delrio, il presidente Crocetta, la Deputazione regionale e nazionale, il Consiglio comunale di Messina, la Stampa e l’opinione pubblica devono sapere che tutto questo sta per avvenire, perché, invece di fare una cosa di buon senso che è collegare il porto con l’autostrada, com’è norma in tutte le città italiane ed europee, a Messina si vuole “investire” in un Porto di ‘San Patrizio’, fonte di sperpero annunciato e di danno certo per la collettività”.

Nino Quartarone – coordinatore di Messina dei procuratori dei Cittadini di “CittadinanAttiva”


 


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