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 lunedì 7 novembre 2016

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Il flop dell’Enciclica papale negli Stai Uniti

di Alfonso Saya


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L’Enciclica del Papa “Laudato Si” non ha colto nel segno, almeno negli Stati Uniti. Il prof. James Schall (nella foto), gesuita come Papa Francesco, già ordinario di filosofia della politica, per oltre un trentennio, alla “George Town” University, membro della Pontificia Congregazione “Giustizia e Pace” dal ‘77 al 1082, grande estimatore di Benedetto XVI e della sua condanna alla dittatura del relativismo, non le manda a dire: “La Chiesa rischia di diventare ridicola, se agisce al di fuori del proprio campo, confondendo la scienza, riformabile quanto ai principii, con quelli che sono i fatti”.

Quali soni i fatti? Nel suo ultimo libro, il professore sostiene che le letture satellitari della temperatura terrestre, sono diverse da quelle statistiche dei computer onusiani. Le escursioni termiche che allarmano gli ideologi ambientalisti ci sono sempre state in questo pianeta, da prima della comparsa dell’uomo. Il prof. Schall afferma che la combustione dei fossili non produce un cambiamento significativo nella percentuale di CO2, che è dello 0,35%, cioè molto bassa. La Chiesa, in questo e nelle comunicazioni con i media, dovrebbe andare con i piedi di piombo – dice il docente statunitense Nan Li – che fa un’osservazione sconcertante. Per lui, secondo l’ideologia ambientalista, il fine primario dell’uomo è quello della conservazione del pianeta, mantenendolo incontaminato.

Quasi che l’uomo fosse il virus o l’impurità da espellere e non solo per le sue attività industriali, ma in quanto tale. Lo sforzo che l’uomo deve compiere è quello di mantenere la terra immacolata, finché non sia possibile la colonizzazione interstellare di altri pianeti, ipotesi, invero, fantascientifica. Ciò che i docenti universitari sostengono è che sia stato travisato il vero scopo ultimo dell’uomo, cioè il Cielo. Schall ama ripetere che viviamo in un’epoca in cui la logica del disordine lavora giorno e notte per distruggere, sistematicamente, l’umanità. Così, egli dice – riporto quasi alla lettera – se rifiutiamo la bontà e la comprensibilità della Creazione, fino a quando saremo in grado di ascoltare la Voce di Dio, che ci chiama al nostro fine soprannaturale?

Come al solito, i mass-media strumentalizzano e quasi traducono, infedelmente, le parole del Pontefice, infatti, dimenticano che il “Cantico delle creature” non può prescindere dal Creatore, come l’idolatria della Natura pretende. È vero che la Natura è madre, ma Chesterton amava ripetere che è molto più spesso matrigna!!! Negli USA, secondo gli organi di stampa, l’accoglienza dell’Enciclica è stata poco entusiasmante, specie poi nella sua traduzione ideologizzante, sia presso i comuni fedeli, sia presso l’Episcopato. Il tema ambientalista è escluso, persino, dalla campagna elettorale presidenziale. Persino, l’ecologista Obama non ne parla più.

Bisogna, pertanto, salvarsi dagli equivoci e manipolazioni: il più volte citato professore dava questa definizione della Fede cattolica:Il Cattolicesimo è la Rivelazione rivestita di ragione”. Per cui la filosofia moderna (non parliamo poi dei media) ama circondarsi di dubbi, piuttosto che di soluzioni, o semplificare all’eccesso la ricchezza della realtà. Nessuno ha dimenticato della gigantografia di una scimmia proiettata sulla facciata di San Pietro: un vago sconcerto ha colpito molti credenti, data l’associazione spontanea con un’altra teoria pseudoscientifica, la c.d. teoria evoluzionistica. Sarà una sorpresa per molti, ma l’anello mancante non è stato ancora trovato e finché non lo sarà, nessuno ha il diritto di spacciare tesi indimostrate, ancorché siano sacramentati dogmi laicisti.


 


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