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 lunedì 7 novembre 2016

MESSINA

Marco Grassi è il nuovo Governatore dell’Arciconfraternita dei Catalani

di Redazione


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In questi giorni, l’amministratore apostolico s.e. mons. Benigno Luigi Papa ha confermato la nomina a nuovo governatore della Nobile Arciconfraterrnita della “SS. Annunziata dei Catalani” del dott. Marco Grassi, dando seguito a quanto deciso dai confrati e dalle consorelle dell’antico sodalizio laicale. Il dott. Grassi, conosciuto in Città per il suo impegno nell’ambito culturale e del volontariato, storico dell’arte e giornalista pubblicista, all’attivo interessanti pubblicazioni di carattere storico ed artistico, subentra nella carica di governatore al prof. Sergio Todesco, dopo un doppio mandato di sei anni. In questa occasione, sono sono stati eletti come componenti del Consiglio Direttivo: Antonino Bottari, Achille Brunaccini, Stefania Brunaccini Leonardi, Nicola Grassi, Renato Milazzo e Franco Tumeo. Il nuovo Direttivo con il rieletto governatore proporranno all’Arciconfraternita e all’intera cittadinanza nuove iniziative ed eventi nel solco della tradizionale attività di culto che vede questo antico sodalizio protagonista nella vita culturale e devozionale della Città di Messina, dando particolare attenzione alla storica Chiesa dei Catalani ed alla SS. Annunziata.

La Nobile Arciconfraternita “SS. Annunziata dei Catalani”, guidata, spiritualmente, dal rev.do mons. Giuseppe La Speme, fu fondata alla fine del ‘400 da nobili, cavalieri e mercanti catalani giunti in Città a seguito di Pietro III d’Aragona e, in seguito, divenne l’Arciconfraternita dell’intera “Nazione Spagnola” raccogliendo tutte le nobili famiglie di origine iberica. Nei secoli, commissionò insigni opere d’arte, come l’“Andata al Calvario di Polido Caldara da Caravaggo”, oggi al Museo di Capodimonte a Napoli ed il “Giudizio Universale” di Gerolamo Alibrandi, oggi al Museo Regionale di Messina, ed importanti opere di carità. Nei secoli, ha vantato numerosi e prestigiosi confrati appartenenti alla più alta aristocrazia ispanica-messinese, ma ormai per diventare confrate dell’Arciconfraternita dei Catalani non bisogna dimostrare quarti di nobiltà, ma testimoniare nobiltà di cuore e carità cristiana.


 


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