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 lunedì 26 settembre 2016

PERSONAGGI

Antonella Lumini – Un’eremita a Firenze

di Tiziana Santoro


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Paolo Rodari, giornalista, saggista e romanziere in una recente pubblicazione ha dato voce alla “Custode del Silenzio”. L’autore ha incontrato Antonella Lumini a Firenze, a condurlo da lei era stata l’inchiesta sugli “eremiti di città”, commissionata dal suo giornale, ma anche il desiderio di conoscere e approfondire le abitudini e lo stile di vita di questi “moderni mistici”. La protagonista è una donna molto attiva e indipendente che lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Donna coltissima, conoscitrice delle filosofie orientali e del cristianesimo, ha vissuto viaggiando e sperimentando la pratica della pustinia e del silenzio. Raccogliersi nel silenzio, spiega Antonella “permette alle persone di staccare dalle tensioni e dal continuo bombardamento mediatico che incombe (…) Il silenzio non è mancanza di suono, ma mancanza di rumore”. L’interlocutrice di Rodari è convinta che l’uomo abbia perso ogni equilibrio e misura e che debba ritrovarsi, attraverso la natura e la meditazione.

Cercare il silenzio, tuttavia, non significa estraniarsi dalla realtà, ma vivere, consapevolmente. La ricerca di Antonella non nasce dall’inquietudine, né dal dolore scaturito dall’esperienza della malattia e dei lutti familiari, bensì dalla nostalgia per quell’amore puro che provano i bambini. Il percorso di ricerca affrontato da Antonella durante la sua vita non s’identifica con una congregazione religiosa o un ordine, bensì ha richiesto indipendenza, raccoglimento e confronto con gli altri. Nessuna regola, se non quella imparata dal sacerdote Gino Bonanni, di mantenere l’equilibrio tra il dentro e il fuori, fra il silenzio e l’ascolto. In una stanza raccolta della sua casa, Antonella ospita giovani, lavoratori, professionisti e si raccoglie con loro nel silenzio per fare esperienza del “qui ed ora”.

Padroneggiare il presente consente di ascoltare i propri desideri, dolori, sensi di colpa per conquistare quella distanza da essi, che è consapevolezza di sé. Riflettere – sostiene l’eremita dei nostri tempi – sulle nostre reazioni ci aiuta a comprendere l’origine di ciò che ci offende. Nell’eterno presente, attraverso la meditazione, è possibile rivitalizzare la propria vita, smascherare se stessi, accedere alla verità, senza vivere vulnerabili ed in balia delle illusioni. Con stima e fiducia, dopo 30 anni di silenzio, Antonella dona a Rodari i suoi diari, le sue riflessioni e la sua verità. Non sempre il giornalista ha le chiavi d’accesso per comprendere, pienamente, il modo intimo e personale con cui la sua interlocutrice sente e affronta la vita, tuttavia si abbandona, seppur con qualche titubanza, all’esperienza del silenzio e del raccoglimento.

La figura di Antonella è tutta immersa nella sua Firenze. Scrive Rodari:Questa città sobria, dalle linee severe (…) mi appariva come un grande albero formato da un immenso intrico di rami, un apparente caos nel quale, tuttavia, ogni cosa era dove doveva essere”. La mistica è ritratta a lavoro, nelle sale della prestigiosa Biblioteca Nazionale Centrale, mentre svela i tesori della sua Città a Paolo: ora l’edizione Giuntina del “Decamerone” (1527), ora il codice trecentesco della “Divina Commedia” con le chiose di Jacopo; il giornalista non può non notare in lei “quella fiorentinità antica, che sembra si sia sedimentata nelle sue cellule”. Firenze è uno scenario sempre vivo nel racconto: che rimandi alle esperienze autobiografiche di Antonella o che faccia da sfondo alle sue rivelazioni è sempre lì, non mancano il luminoso giardino di Boboli, Piazza della Signoria con l’adiacente e austera Badia Fiorentina, il vivace Quartiere Galluzzo.

Antonella è un’eremita sui generis, ma è anche espressione delle criticità intime della società dei nostri tempi. La mistica cerca una via alternativa per sopravvivere alla giungla di ogni giorno, reagendo con iniziative personali e sollecitando il coinvolgimento e la compartecipazione degli altri. È sempre a Firenze che possiamo incontrare Antonella, quando a Palazzo Vecchio, con l’Associazione laica “Un tempo per la pace”, prende parte ad Incontri e Convegni. Antonella, più spesso, si reca nella Parrocchia Santa Lucia sul Prato dove tiene Incontri di meditazione, altrimenti apre le porte della sua casa per dare ospitalità e condividere una tisana e momenti di silenzio e raccoglimento.


 


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