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 giovedì 21 luglio 2016

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Gioiosa Marea non può aspettare ancora

di Redazione


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Era il 27 maggio 2011 quando, con proclami eclatanti, si inaugurava l’apertura della S.S. 113 in Località Skino di Gioiosa Marea. Nessun pensiero per i danni arrecati ai cittadini, all’economia, ai lavoratori, ai commercianti, alle attività imprenditoriali e turistiche del territorio che per anni avevano visto il paese spaccato in due. Da allora sembrava che tutto fosse stato risolto. Non si è più pensato alla necessità di una manutenzione costante al fine di prevenire altre frane e smottamenti che puntualmente sono arrivati il 13 marzo 2016, con nuova immediata chiusura. Il 18 marzo veniva annunciato che in 75 giorni si sarebbe riaperta la S.S. 113. Il 26 marzo arriva una nuova frana. Ad oggi sono passati circa 120 giorni e non sono ancora iniziati i lavori della seconda frana. Siamo nel pieno della stagione estiva ed i danni per il territorio dal punto di vista turistico sono incalcolabili. Una domanda viene spontanea: è possibile che nel 2016 non ci siano sistemi di intervento in emergenza più celeri per aprire subito la strada anche a senso unico alternato? Sarebbe utile su temi come questi di interesse generale, fare uno sforzo unitario tutto il paese, con tutte le forze presenti, per fare aprire la strada.

Mi risulta che ci siano imprese disponibili ad intervenire anche a costo zero, ma serve il coinvolgimento di chi deve autorizzare, e di chi ha fatto i sopralluoghi. Credo che sarebbe necessario convocare un consiglio comunale aperto perché questo potrebbe essere il luogo dove si prendono le decisioni se anche questo non diventa motivo di divisione. Bisogna capire che su queste cose non esiste il salvatore ma è necessario invece il coinvolgimento di tutti a tutti i livelli. Di questo ha bisogno Gioiosa Marea. La Federconsumatori dei Nebrodi ha dato mandato ai legali competenti di valutare, se ci sono gli estremi per esperire una class action e chiedere il risarcimento dei danni provocati ai cittadini, agli imprenditori, ai commercianti e alle attività turistiche.

Lettera firmata dalla Federconsumatori dei Nebrodi


 


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