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 mercoledì 8 giugno 2016

MESSINA

Tredicina in onore di Sant’Antonio da Padova

di Redazione


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Dal primo giugno, nel Tempio di San Francesco all’Immacolata di viale Boccetta, si sta svolgendo la tradizionale “Tredicina” in onore di Sant’Antonio di Padova. Quest’anno, in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, coloro che parteciperanno a questi pii esercizi in onore del celebre Santo francescano potranno godere della speciale indulgenza plenaria giubilare. I festeggiamenti avranno il suo culmine domenica 12 giugno, alle 18,30, con la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Amministratore Apostolico mons. Benigno Luigi Papa, e lunedì 13 giugno, alle ore 18,00, con la consueta processione dell’antico simulacro di Sant’Antonio da Padova. Quella dell’antico Rione Boccetta è la più antica processione dedicata in Città a Sant’Antonio. Il convento di San Francesco all’Immacolata di viale Boccetta, nel 1221 ospitò per qualche mese il celebre Santo portoghese prima di raggiunge Assisi.

Al soggiorno messinese del taumaturgo Santo di Padova è legata la realizzazione di un pozzo, che ancora oggi si conserva nel giardino del Convento, e una mattonella macchiata da alcune gocce di sangue cadute mentre il Santo si flagellava, recuperata miracolosamente dopo il terremoto del 1908 da Sant’Annibale Maria Di Francia. La Città dello Stretto da sempre nutre una particolare devozione ad Antonio da Padova, uno dei santi più conosciuti e venerati dalla Cristianità. Questo stretto legame ha origine proprio nel soggiorno messinese del 1221. Era partito dal Portogallo per andare a predicare in Africa ma provvidenzialmente fece naufragio approdando a Capo Milazzo, dove ancora oggi si trova una chiesetta all’interno di una grotta. Da Milazzo decise di raggiungere San Francesco ad Assisi. Così, passato da Messina, trascorse un breve periodo nel Convento francescano di Boccetta nella zona in cui sorgerà nel 1254 l’attuale grande Tempio.

Nella storica Chiesa, ancora oggi retta dai Frati Minori Conventuali, è esposta alla pubblica venerazione la famosa mattonella macchiata dal sangue del celebre Santo. Questa preziosa reliquia ricorda un miracolo che compì Antonio. Si narra che il Santo, miracolosamente, fece scavare un pozzo al centro del chiostro del Convento ma successivamente fu ampiamente rimproverato dal Superiore. Antonio fece penitenza flagellandosi ed una mattonella della sua cella si macchiò in modo indelebile del suo sangue.


 


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