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 venerdì 2 giugno 2017

PATRONA DELLA CITTÀ

La Devozione e il Culto dei Messinesi alla Madonna della Lettera

di Alfonso Saya


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Come dimostra la Tradizione secolare della Sacra lettera, la devozione e il culto della Madonna omonima, chiamata dai Messinesi, “a Bedda Matri”, ha un valore storico, risale al periodo apostolico, La Tradizione si basa su un Fatto che non ha niente di assurdo e di fantastico. IL fatto è che San Paolo, l’Apostolo delle genti, nel 42 d.C., venne a Messina, ha convertito i Messinesi alla Fede cristiana e al suo ritorno in Palestina, un’Ambasceria cittadina, l’ha voluto seguire per visitare la Madre di Dio e, in segno di gratitudine, ha ricevuto da Lei la Lettera in cui si proclama la Perpetua Protettrice della Città: “Vos et ipsam civitatem benedicimus”. AvendoLa come perpetua Protettrice, col pegno della Sacra epistola, al dire del Samperi (Iconografia della gloriosa Madre Dio) la città di Messina ha ricevuto mille e mille benefici dalla Beata Vergine e anche per la mutua rispondenza dei suoi cittadini in aver edificato Tempi e Altari in ogni tempo, consacrandoli in memoria dei benefici ricevuti, al Santissimo nome di Lei.

Non si possono, così di passaggio, continua il Samperi, a sufficienza, ridire i favori e le grazie concedute ai Messinesi, per vie straordinarie e prodigiose; quante volte l’abbia liberata dagli assedi, da morbi contagiose e pestilenze, dalla fame, dai terremoti, dalle poderose armate dei nemici, manifestandosi a questi con le insegne di Messina, la Santa Croce, e tal’hora con l’arco e le saette. Particolare è l’assistenza della gran Regina dei Cieli, straordinaria la Sua protezione verso il popolo messinese devoto, afferma ancora il Samperi, fin dalla culla. Dice, infatti, testualmente: “Non v’è homo che spiri sotto questo mamertino cielo, che non spiri Maria, non v’è bambino che non esca sotto gli auspici di Maria, che non succhi bamboleggiando, col latte, la devozione di Maria. Maria sta impressa nelle labbra, sta in ogni tempo, stampata nei cuori dei Messinesi, onorata come Regina e Avvocata, diletta Genitrice”. (Della Lettera Madre e Regina, salva Messina, salva Messina! È questo il grido tradizionale dei Messinesi)


 


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