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 venerdì 31 luglio 2015

SALUTE E BENESSERE

Tattoo – Moda che può diventare pericolosa

di Redazione


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Grandi, piccoli, esotici, fantasy o particolari, i tatuaggi sono sempre più di moda. Eppure, presentano molti rischi, non ultimo quello di coloranti contenenti sostanze cancerose, acquistati anche via internet. Per la prima volta, infatti, il ministero della Salute, con i Nas, ha scovato sul web, e fatto analizzare, alcuni pigmenti per tatuaggi che rilasciano queste sostanze, venduti online a prezzi molto più bassi di quelli presenti sul mercato europeo e provenienti dalla Cina.Le analisi effettuate dall’‘Arpa Piemonte’ che, con la regione Piemonte, dal 2009 collabora con il ministero su questo fronte in un’indagine di largo respiro, hanno evidenziato la positività alla presenza/rilascio di ammine aromatiche cancerogene – spiega il ministero – nei pigmenti ‘Rosso chiaro’ e ‘Dark red’ della ‘Tatoo Ink Colour King’, di provenienza cinese, acquistati a 1 euro a flacone sul sito Ebay classic dall’inserzionista BejinBestSeller. I pigmenti non risultano conformi alla risoluzione europea ‘Resolution ResAP’”.


In tutti i pigmenti analizzati, quali ‘Giallo’, ‘Argent Orange’ e ‘Bubble gum pink’, è stata rilevata la presenza di anilina sospetta cancerogena e mutagena, tossica per contatto con la pelle e allergizzante cutaneo. Generalmente, quando viene individuato l’importatore che immette sul mercato italiano prodotti non conformi alla normativa europea, emettiamo una disposizione di ritiro e di richiamo – spiega Aurelia Fonda, dirigente del ministero che si occupa del sistema europeo di allerta rapida per i prodotti di consumo pericolosi Rapex – cui segue anche il procedimento penale per violazione dell’articolo 112 del codice. In questo caso, poiché non si sa chi è l’importatore, visto che il prodotto viene venduto su internet, abbiamo allertato i Nas e messo l’avviso sul nostro sito.


Se si è riusciti a scoprire questi pigmenti su internet – continua Fonda – è stato grazie alla segnalazione di un tatuatore onesto, che ci ha segnalato questi prodotti venduti a prezzo bassissimo”. “Un’operazione tempestiva – secondo Mauro Paradisi, dermatologo pediatrico dell’Idi di Roma – visto che è solo di qualche mese fa la segnalazione, da parte di uno studio medico, l’unico finora in tal senso, proprio su alcuni pigmenti venduti sul web dalla Cina con sospetti di carcenogenicità. Bisogna essere vigili – conclude – e chi vuole farsi fare un tatuaggio chieda ai tatuatori la certificazione dei pigmenti che intende utilizzare, in modo da verificarne la conformità.


 


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