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 martedì 15 dicembre 2015

ACR MESSINA

Si entra nella fase della luna crescente

di Domenico Interdonato


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L’ACR Messina transita nella fase della luna crescente, un pareggio dopo la sconfitta di Lecce, fa vedere il bicchiere mezzo pieno, è stata una gara quella con l’Akragas molto intensa, anche perché gli agrigentini in questo campionato e soprattutto fuori casa si stanno dimostrando coriacei e determinati. Lo sapevamo che non si poteva vedere la gara perfetta, troppi gli assenti soprattutto a centrocampo, l’assenza di Giorgione ha pesato tanto che sommata a quella di Baccolo, ha fatto scendere di tanto il potere di interdizione e rilancio del gioco biancoscudato. In difesa, questa volta, la squadra ha sofferto ed è andata in confusione, non era mai successo prima, certo può capitare, soprattutto, quando manca il giusto filtro a centrocampo, Parisi non si discute. In attacco, la scelta di fare entrare prima Gustavo e poi Tavares poteva essere vincente, ma mister Di Napoli ha ritardato l’ingresso in campo del portoghese e in molti hanno capito la grande opportunità sprecata, era ormai troppo tardi.

Alla fine è nato un nuovo pareggio che ha contribuito a stoppare la fase ascendente dei peloritani. Attualmente la posizione in classifica è ancora accettabile, certo tutto dipenderà dall’ultima gara dell’anno che si svolgerà a Caserta, il prossimo lunedì 21 dicembre, in notturna alle ore 20,00. In attacco, con Tavares, nei minuti finali la squadra stava diventando concreta, perchè il portoghese a centro area è un grosso punto di riferimento e smista palloni importanti, con il suo movimento costante nei trenta metri centrali della metà campo avversaria, ha creato scompiglio e spizzicato diversi palloni ai compagni di squadra. Con il rientro di Tavares e Gustavo comincerà per i biancoscudati l’operazione risalita, che dovrà necessariamente partire dalla stazione di Caserta.

A proposito di campi sportivi per gli allenamenti: si vocifera che al rientro dalle fatiche natalizie si potrà lavorare al 24° Artiglieria, viste le condizioni penose del glorioso Giovanni Celeste, è una possibilità in più per la squadra, ma il campetto della Caserma non ha spogliatoi e per gli atleti sarà un bel disagio, perchè si dovrà andare e tornare dal Celeste. Per l’impiantistica sportiva serve dialogare, pianificare e serve pressare le istituzioni, per progettare e realizzare tutto quello che non si fatto negli ultimi venti anni, a cominciare dai campi di calcio in sintetico.

Foto di Gabriele Stramandino


 


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