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 giovedì 22 ottobre 2015

GOVERNO NAZIONALE

Impugnata la Legge sulle Città Metropolitane in Sicilia

di Redazione


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La legge sulle Città Metropolitane in Sicilia è stata impugnata dal Governo Nazionale. La legge di stabilità che il Governo ha varato e che va all’esame del Parlamento impone l’obbligo di unione o fusione dei Comuni che non abbiano almeno 5000 abitanti. Ai Comuni è lasciata la possibilità di scegliere fra l’unione e la fusione. Questa legge, che è la legge di stabilità, avrà applicazione anche in Sicilia? L’interrogativo è d’obbligo, perché la Regione siciliana, secondo il proprio Statuto Speciale, ha competenza esclusiva in materia di Enti locali e potrebbe teoricamente regolarsi come vuole. Però abbiamo visto che, almeno fino ad ora, per i liberi consorzi e le Città metropolitane, non è stato e non è così. In Sicilia i piccoli Comuni sono ben 205 su un totale di 390. In passato ci sono stati tentativi di unificare i piccoli comuni, prevedendo amministrazioni unificate (gestioni associate, unioni), ma non se n’è fatto niente. In Sicilia, per la nostra storia atavica, una eventuale norma di fusione non può essere applicata, perché “noi, come dichiarava già Ermocrate, rappresentante di Siracusa al Congresso tenuto a Gela nel 424 a.C., non siamo né Joni né Dori, ma Siciliani”.

I nostri Comuni, hanno proprie storie millenarie, che non possono confondersi, hanno radicato nel proprio DNA un campanilismo, difficilmente estirpabile; hanno una propria identità che va salvaguardata perché rappresenta un valore. Se, come si prevede, la legge di stabilità sarà approvata, probabilmente con l’espediente del voto di “fiducia” sarà approvata; alla Sicilia toccherà di adeguarsi. Lo potrà fare entro tempi e modalità scelte, ma difficilmente potrà alzare le spalle e far finta di niente. La cosa migliore sarebbe che i Comuni non aspettino l’imposizione e assumano l’iniziativa, di predisporre delle modifiche da apportare allo Statuto comunale ed ai vari Regolamenti, prevedendo lo svolgimento in forma associata di alcuni servizi, come ad es: Il Segretario comunale; il servizio di Vigilanza urbana; la gestione economica finanziaria (Ragioniere); l’Ufficio Tecnico intercomunale; l’Ufficio di Difesa del suolo (che andrebbe immediatamente costituito, visto quanto successo nei mesi invernali); l’Ufficio di Protezione civile; il CED (Centro elaborazione dati e servizi informatici); Il Collegio dei revisori dei Conti; l’Assistente sociale; i Servizi sociali; la gestione tributi (accertamento, riscossione, contenzioso); l’Ufficio manutenzione (stradale, immobiliare, pubblica); ed altro ancora.

Avv. Salvatore Vernaci – CittadinanzAttiva Provinciale Messina


 


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