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 mercoledì 22 aprile 2015

LASCIATI IN BALIA DELLE ONDE

Il cordoglio per gli annegamenti dei migranti

di Domenico Interdonato


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La nostra Redazione si unisce al coro del cordoglio per il grande numero di morti annegati che lievita, quotidianamente. Le leggi blande e lo spirito di accoglienza ci hanno portato a subire, negli anni ‘90, l’esodo albanese con l’apertura delle frontiere in Europa, quello rumeno, poi quello dal Nord Africa e, adesso, l’esodo biblico dall’Africa Nera. Dal Nord Africa, ormai spopolato di giovani, non parte più nessuno, perché sono quasi tutti in Italia e negli altri Paesi europei, il caos libico provocato dall’Occidente ha lasciato campo libero alla mafia libica dei migranti provenienti dall’Africa Nera e poi abbandonati in balia delle onde in attesa della morte. Negli anni precedenti, i barconi arrivavano fin sotto la costa, oggi la spregiudicata malavita libica si limita a fornire fatiscenti barconi con poco carburante e un telefonino, quanto basta per entrare in acque internazionali e lanciare l’SOS alla sala operativa romana della Guardia Costiera.

Durante le ultime elezioni europee, tutti i segretari di partito avevano il prontuario delle soluzioni da attuare per risolvere il problema, definitivamente, ma una volta finite le elezioni spariscono le soluzioni. L’unico Paese europeo dove si può sbarcare, liberamente, in Europa è l’Italia; pertanto, tutto si concentra sulle nostre coste con una prevedibile ecatombe estiva. La soluzione del problema non c’è nell’immediato, perché il governo italiano, preso dalle beghe interne e dagli annuali cambi di ministri, non riesce a pianificare azioni di politica internazionale pluriennali e ad ampio spettro. L’ultimo semestre europeo a guida italiana non ha prodotto nulla, anzi dopo l’attacco terroristico al museo del Bardo a Tunisi, il nostro Governo ha donato alla Tunisia 25 milioni di euro, senza stipulare accordi sulla sicurezza dell’area. Purtroppo, questa è la nostra politica estera.

La tempestività dell’enorme dono concesso ai tunisini dal Governo, in una situazione economica italiana disastrosa, ci lascia perplessi e non riusciamo a capirne l’utilità o, meglio, il ritorno economico. Cosa fare allora? Noi suggeriamo di aprire un corridoio umanitario spostando le partenze in zone sicure della Tunisia e dell’Egitto, fornendo ai migranti una linea di navigazione low cost, nell’attesa che l’Europa e l’ONU comincino a lavorare per risolvere il dramma. In ultima analisi, si potrebbe chiedere, provocatoriamente, l’uscita dell’Italia dall’Europa e dall’ONU con il disimpegno da tutte le missioni internazionali. In Italia, il business degli immigrati serve a creare occupazione e a fare arricchire le mafie, ma di riflesso negli anni ha prodotto enormi difficoltà agli imprenditori turistici di Lampedusa e siciliani che hanno visto affievolire il loro volume di affari.

Ancora non si è capito dove vengano acquistati i barconi e quale sia l’organizzazione che ruota attorno a queste forniture, ma crediamo che la soluzione di questo dilemma sia vicinissima, basterà far parlare qualche scafista arrestato. Questa è un’emergenza che l’Italia non può sostenere da sola, l’Europa e l’ONU la devono supportare. Nelle ultime ore, la politica internazionale, spinta da quella italiana, sta proponendo soluzioni; speriamo che le proposte si concretizzino nel breve.


 


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