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 martedì 7 aprile 2015

GRUPPI DI MEMORIA

Alla Badiazza con le famiglie di persone con Alzheimer e demenze

di Rita Fulco


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Martedì 31 marzo, una mattina di vento, ma con il sole abbastanza generoso. Un piccolo bus è atteso dal dott. Allone che, da anni ormai, con l’AssociazioneIl Centauro”, si occupa della valorizzazione di questo gioiello di architettura incastonato ai piedi dei Colli San Rizzo. Sul bus un gruppo speciale: un gruppo di memoria. La memoria della nostra città viene incontro all’oblio che sta, lentamente, prendendo il sopravvento su alcuni dei suoi cittadini: manager, ferrovieri, insegnanti, casalinghe, i cui nomi e cognomi, le cui vite, sono portate nel cuore dei familiari che li accompagnano, con il dolore della malattia che li ha condotti in un altro mondo, lontano: Demenza fronto-temporale, Alzheimer, Sindrome dementigena.

Nomi che fanno paura ai più e che la dott. Angelida Ullo, responsabile dei “Gruppi memoria” per il centro “Agape”, ha reso meno terribili per i familiari e per i pazienti che hanno deciso di seguire questo percorso di gruppo: “Si tratta – afferma – di un intervento multidimensionale con persone con demenza, di grado lieve-moderato, in cui l’esercizio delle abilità cognitive e funzionali ancora presenti, realizzato in gruppo, è finalizzato alla riduzione dei disturbi comportamentali e dell’umore, nonché alla riduzione del progressivo isolamento verbale e relazionale che coinvolge il paziente e spesso anche il familiare che, quotidianamente, di lui si prende cura”. Un supporto ai familiari, nella nostra città, si può trovare anche all’“ARIAD”, l’Associazione per il supporto e la Ricerca per l’Alzheimer e le Demenze, che meriterebbe un sostegno istituzionale, certamente, maggiore. L’ottica generale dei “Gruppi di memoria”, dunque, è quella di un miglioramento del benessere psicologico della persona e della sua qualità di vita. Questa gita fuori porta, fatta di cultura, musica, buon cibo condiviso, ha concluso il ciclo di incontri di marzo.

La Badiazza, col suo generoso grembo che custodisce la storia della nostra città, ha ospitato le attese, i pensieri, le emozioni e gli affetti che questo gruppo speciale ha portato sin lì, donando riparo a uno stare insieme troppo spesso doloroso: un orizzonte di bellezza che, certamente, se non nella memoria cerebrale, ha lasciato il suo segno nello spirito di tutti coloro che hanno vissuto quella giornata.


 


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