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 martedì 24 marzo 2015

POESIA

Mani incrociate

di Filippo Scolareci


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Giunge l’alba con i suoi tiepidi raggi,
per infondere calore nel cuore degli uomini,
è risorto il giorno per offrire l’amore,

ai deboli, agli indifesi ed i dimenticati.

Quando ti rechi dentro quelle triste mura,
la tua anima si sfoltisce dai rami spinosi,

lasciando cadere le asprezze del mondo,
per giungere li… con occhi gioiosi.

Loro ti aspettano con molta ansia,
sanno che sei venuto per consolarli,

la tua presenza… li allontana dall’oblio,
in completo silenzio si incrociano le mani.

Trasmettendo calore nei cuori gelati,
si scambiano abbracci e sguardi profondi,

sono arsi di parole ed espressioni d’amore,
vorrebbero… con gli occhi… chiedere aiuto.

Ma è ancora ben saldo il loro orgoglio,
vivono solo di sfumati e lontani ricordi,

con flebile speranza sognano la libertà,
ondeggiano incerti come solitari fantasmi,

Come ombre irreali e ricordi ingialliti,
con cuore dolente ripetono uguali cose,

si sentono vittime sacrificali di un dio minore,
si confidano per quello che hanno fatto.

Sono molto amareggiati e nei cuori contriti,
nel fruscio recondito delle loro menti,

dopo avere riposto illusioni e speranze,
sventolano consumate bandiere bianche.

A casa… al tuo ritorno… riporti un cuore a pezzi,
e non riesci a dimenticare… quelle loro ultime parole,

“Volontario… ti aspetto: non viene mai nessuno a trovarmi”.


 


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