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 giovedì 5 marzo 2015

TIFOSI IN PROTESTA

L’ACR Messina stordita nella tempesta... perde la bussola

di Domenico Interdonato


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Una domenica bestiale, ancora i tifosi in curva si scansano pensando alle pallonate della Juve Stabia, una figuraccia che li ha lasciati senza parole e, alla fine, non potendo più gridare gli hanno girato le spalle in segno di protesta. Poveri noi, quanti bocconi amari, eppure la squadra non è male, in tanti sostengono che sono scarsi e che non meritano la categoria, a noi sembra una squadra stordita nel vortice di una tempesta con il comandante che non trova più la bussola. Noi non ci crediamo e ci piace analizzare gli eventi da osservatori e non da allenatori, notiamo troppi cambi in difesa, da inizio campionato Grassadonia non è riuscito a trovare il pilastro centrale su cui inserire i tasselli, da cambiare solo in caso di squalifiche e infortuni, e non per scelte tattiche, il continuo cambiare ha creato confusione e non ha fatto crescere l’autostima di seri professionisti come Stefani. A questo problema bisogna aggiungere la non perfetta forma di Rullo, professionista di grande esperienza, ma che sta giocando ancora non in splendida forma.

Anche a centrocampo i ruoli variano e la confusione aumenta, Mancini, Ciciretti e Damonte sono certezze non perfettamente inserite in squadra. In avanti Corona sta offrendo tanto, ma è solo; domenica si è visto un De Paula molto a disagio, perché il terreno di gioco non gli permetteva neanche di correre, un giocatore tecnico come lui stenta a giocare sulla “sabbia battuta”. Invece, i tifosi si sono goduti una bella Juve Stabia, grintosa e furba con due corazzieri in difesa, Migliorini e Polak, che spazzavano via tutto, pure la polvere che si avvicinava nella loro area, in avanti la visione di gioco di La Camera (ex ACR Messina e messinese doc) che assieme a Di Carmine e Gammone hanno gicanteggiato. I pali e la preparazione dell’esordiente Berardi in porta hanno contribuito a limitare i danni, infatti l’esordio del numero uno peloritano è passato inosservato, ma da subito si è saputo mettere in mostra parando un bel tiro a Di Carmine.

Una squadra che si deve salvare deve giocare con la stessa grinta e l’intelligenza dello Stabia, si notava la furbizia sistematica nel trattenere le maglie e le mutande dei giocatori peloritani che spesso reagivano e si beccavano pure l’ammonizione. Consigliamo di far rivedere la gara per far capire che una squadra che deve salvarsi non può andare in campo, senza concentrazione e grinta. Le condizioni ambientali non sono il massimo, poco pubblico, uno stadio enorme, sabbioso e con un campo di allenamento fangoso e ridotto ai minimi termini. L’ingresso in tribuna dà tristezza, le aiuole sono una sterpaglia di rovi ed erbacce, all’interno del bar piove dal tetto, i seggiolini sporcano maledettamente gli abiti e… non andiamo oltre.

Purtroppo, non ci sono più alibi e la soluzione bisogna trovarla, la proprietà insiste nel confermare mister Grassadonia, ma noi crediamo sia la scelta sbagliata, si potrebbe optare di promuovere l’allenatore in seconda, Criscuolo, e spostare ad altro incarico l’attuale allenatore, una mossa a costo zero e poco traumatica che darebbe dei frutti immediati. La categoria è importante e dopo tanti sacrifici sarebbe un suicidio economico e sportivo perderla.


 


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