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 giovedì 5 febbraio 2015

REPUBBLICA

Sergio Mattarella Presidente degli italiani

di Paola Saladino


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È un siciliano, il primo nella storia della nostra giovane Repubblica, il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana. Palermitano, di formazione cattolica, professore di Diritto Parlamentare e di Diritto Costituzionale, Ministro in diversi governi, uno dei fondatori dell’Ulivo, giudice costituzionale, è stato profondamente segnato dall’assassinio, avvenuto negli anni ottanta, del fratello Piersanti, Presidente della Regione Siciliana, a causa del suo impegno contro la mafia. Uomo di grande rigore morale, coerente con i valori nei quali è cresciuto ed in cui crede tanto da dimettersi da ministro a causa della legge Mammì, senza scheletri nell’armadio né compromessi che ne possono offuscare l’immagine, Mattarella è stato eletto con una grande maggioranza che dimostra l’alto gradimento del suo nome da parte di molte forze politiche. Il suo modo essenziale e concreto di comunicare mirante al cuore dei problemi ha caratterizzato sia le poche parole proferite dopo la comunicazione datagli della sua elezione “pensiamo alle fatiche e alle speranze degli Italiani, necessità di unità” che il discorso pronunciato in Parlamento per il suo insediamento.

In esso ha delineato con chiarezza il suo ruolo e di arbitro imparziale di tutti, anche con l’aiuto dei giocatori, che di garante della Costituzione, precisando quale debba essere l’opera del garante. Garantire: la revisione della Costituzione, il prosieguo delle riforme per ammodernare il Paese, una scuola moderna e sicura che proietti i giovani nel futuro, il lavoro per tutti, i diritti ai malati, una giustizia rapida, eliminare la violenza e la discriminazione delle donne e le barriere per i disabili, sostegno concreto alla famiglia. Ma ancora il Presidente della Repubblica per Mattarella deve garantire la libertà e la pluralità dell’informazione, ricordare la Resistenza che, grazie al sacrificio di molti, ha dato all’Italia dopo la dittatura nazifascista la libertà dei diritti civili economici ed affettivi ed anche deve diffondere un forte senso di legalità incrementando la lotta alla mafia ed alla corruzione e, nel contempo promuovere i nostri tesori ambientali ed artistici.

Sottolineando la necessità di ripudiare la guerra e promuovere la pace ha condannato il terrorismo internazionale e la violenza che in nome della religione attacca i valori fondamentali della nostra società, sollecitando la comunità internazionale a farsi carico del problema. Non ha neanche dimenticato la surreale vicenda dei nostri due marò e le tante missioni di pace di cui sono protagonisti i nostri militari. Un discorso questo che, come si può notare, ha toccato tutti i problemi nevralgici del paese ma con un respiro internazionale e che è stato sottolineato nei passaggi più importanti dagli applausi unanimi dei parlamentari. Serio, sobrio, discreto, legato alla famiglia non teme di professare il suo essere cattolico; Mattarella è l’uomo giusto al momento giusto che può essere come Papa Francesco, anche se su piani diversi, un modello da seguire per gli Italiani stanchi di corruzione cattiva politica fatta di annunci sistematicamente smentiti dalla realtà, scoraggiati non solo per la crisi economica ma anche sociale e morale.


 


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