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 mercoledì 10 dicembre 2014

SOROPTIMIST

Incontro con la scrittrice Rosalba Perrotta

di Lally Famà


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Venerdì 5 dicembre, il “Soroptimist International” Club, di Messina, ospite del Circolo Canottieri Thalatta, presieduto dal dott. Augusto Procopio, ha incontrato la scrittrice Rosalba Perrotta, autrice del libro All’ombra dei fiori di jacaranda, edito da Salani. L’Incontro è stato introdotto dalla presidente del Club, prof. Anna Carbonaro La Rosa; dopo aver salutato il numeroso pubblico intervenuto e aver presentato la scrittrice, la presidente si è soffermata sul contenuto del libro dicendo che il romanzo fa “sentire” odori e suoni tipici della Sicilia, emoziona e affascina, è una storia ricca di personaggi, le cui vicende si snodano a partire dalla seconda metà del Novecento e interpretano i cambiamenti epocali del ventesimo secolo.

Quello descritto dall’autrice – continua la relatrice – è un mondo in trasformazione in una Sicilia che non è quella raccontata dai film che propongono vecchi stereotipi di donne vestite di nero e uomini con la coppola e la lupara. Contro ogni realtà, qui, nessuno assomiglia al “siciliano tipo”; i personaggi colgono gli stimoli che la tradizione più classica della loro origine sa proporre, sono aperti alle esperienze che li spingono a guardare altrove, spezzano tradizioni o le conservano pur combattendo luoghi comuni. Le protagoniste sono due donne che vivono al di fuori di qualsiasi schema, desiderose ognuna di affermare se stessa, trovare la propria strada, vivere un’esistenza priva di condizionamenti ambientali e familiari.

Zia Colomba e Arabella costituiscono l’ossatura che attraversa tutto il romanzo; zia Colomba è uno spirito libero che vive la sua vita a pieno, andando contro i pregiudizi e i preconcetti del tempo, e Arabella è una bimba che, rimasta orfana, cresce nella casa della zia dalla quale trae insegnamenti per la vita. L’analisi stilistica del libro è stata curata dalla socia prof. Marilisa D’Amico; l’autrice – sostiene la relatrice – usa uno stile scorrevole che avvince il lettore, utilizza alcune espressioni dialettali che rendono questo romanzo particolarmente accattivante, originale e vivace. La scrittrice – continua la prof. D’Amico – dimostra di conoscere la letteratura straniera, fa riferimenti ben precisi a usi e costumi particolarmente radicati nella nostra terra, ricorda in modo quasi personale gli anni in cui la Sicilia, sotto la spinta dei grandi mutamenti sociali degli anni ‘60 e ‘70, si apre ai cambiamenti e ai fermenti culturali provenienti da diverse realtà.

A quest’attenta analisi, seguono domande rivolte all’autrice che risponde soffermandosi sui personaggi nei quali – dice – c’è una parte della scrittrice che si ritrova ora in zia Colomba, ora in Arabella, ottimista e aperta alla vita nonostante i suoi problemi. E poi – sostiene ancora l’autrice – nel romanzo perseguo l’intento di sconfiggere i pur resistenti stereotipi di genere perché ho visto sempre come una gabbia le differenze che relegano le donne e gli uomini in ruoli ben diversi e precisi. “Nel mio desiderio di essere cittadina del mondo – conclude Rosalba Perrotta – ho visto che ‘l’altrove’, così come fanno i miei personaggi, non era soffocante come in Sicilia e ho fatto si che essi viaggiassero per uscire da una realtà condizionata e condizionante”.

Nella foto da sinistra: prof. Carbonaro La Rosa, prof. Perrotta, prof. D’Amico.



 


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