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 giovedì 10 aprile 2014

UN MARE DA VIVERE

Arcipelago delle Eolie: Un fondale tutto "Made in Sicily"

di Leonardo Lodato


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Siamo sinceri! Anche noi ‘del mondo sommerso’, spesso, veniamo colpiti, seppure involontariamente, da una strana forma di esterofilia e non facciamo altro che organizzare le nostre immersioni pensando al Mar Rosso, o alle Maldive o ad altri paradisi marini sparsi per il globo.

È il caso questo, del quale mi accingo adesso a parlare, della splendida isola di Lipari, la vecchia Meligunis, tanto cara ai greci e ai romani. Praticamente tutto l’anno, grazie al clima mite, è possibile godere della bellezza dei suoi fondali. Tanti i siti d’immersione destinati a diversi, più o meno, esperti.

Senz’altro irreale appare il fondale di Punta Castagna, un pianoro che si estende a una profondità di -10 metri, ricoperto di polvere bianca proveniente dalle cave di pomice. Superato questo giardino immacolato, si estende una splendida cigliata che si perde nel blu profondo. Spugne, gorgonie, saraghi, castagnole e cernie sono gli abitanti abituali di questo immenso condominio marino. Intorno ai 40 metri, percorrendo le lunghe pareti a strapiombo, è possibile godere di una ricchissima flora, pinneggiando tra paramucee e banchi di anthias. Gorgonie rosse tappezzano le pareti della Secca del Bagno, formata da tre faraglioni sommersi. È, senza dubbio, una delle più suggestive immersioni quella nelle acque dell’isola di Lipari. Il grado di difficoltà è medio e la profondità ideale per godere delle bellezze sottomarine è tra i 40 e i 45 metri. Con un po’ di pazienza è possibile ammirare le grosse cernie che hanno fatto la propria tana lungo i massi che segnano il percorso di questa bella e suggestiva “passeggiata”.

E se non vi bastano gli splendori sommersi di Lipari, vi lasciamo alla scoperta dello Scoglio dei Monaci. Stavolta siamo a Salina. Lungo una batimetria di -35 metri si scende lungo un canalone le cui pareti sono immerse tra i rami delle gorgonie. Aragoste e cernie non mancano di ravvivare l’immersione quasi si trattasse di un vero e proprio comitato d’accoglienza.

Concluse le immersioni non resta che godere dei panorami che offre l’isola, come l’arco naturale di Pollara, romantica meta per dare l’arrivederci a questo ennesimo, piccolo angolo di paradiso.

E il tutto è “made in Sicily”.


 


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