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 sabato 22 novembre 2014

LEGALITÀ

Come si sporge querela o denuncia

di Olga Cancellieri


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Anche se può apparire sgradevole può capitare a chiunque di trovarsi nella condizione di voler querelare o sporgere denuncia contro qualcuno che ci ha ingiuriato, diffamato o calunniato, e che ha, perciò, arrecato offesa al nostro onore, decoro, buon nome, reputazione, etc. Delle differenze tra questi tre reati si è già detto in precedenza, quindi, risulta inutile soffermarci ancora; tuttavia, può essere interessante chiarirsi sull’iter da seguire nel momento in cui ci troviamo a voler o a dover sporgere denuncia o querela. Innanzitutto, bisogna rispettare i tempi tecnici. La querela o denuncia, infatti, deve essere sporta entro tre mesi dalla commissione del reato, o dal momento in cui si è venuti a sapere dello stesso; alla scadenza dei tre mesi, il diritto di sporgere denuncia o querela decade, e si potrà pretendere solo un risarcimento, in sede civilistica.

La denuncia va fatta da polizia o carabinieri; chiaramente, al momento della denuncia è necessario essere in grado di provare che si è, effettivamente, subita l’ingiuria o la diffamazione: bisognerà presentare lo scritto nel quale sono contenute le offese arrecateci, allegare i documenti a nostro favore, oppure indicare testimoni che possano confermare quanto affermiamo. In alternativa alle Forze dell’Ordine, possiamo sporgere denuncia anche con l’aiuto di un avvocato che, studiata la situazione, saprà indirizzarci e consigliarci e che scriverà lui il testo della denuncia o querela che verrà poi presentato alla Procura della Repubblica, presente in ogni tribunale penale della città.

Teoricamente, questa seconda ipotesi prevede il pagamento del lavoro dell’avvocato, mentre da Polizia o Carabinieri l’operazione è gratuita; in realtà, però, la maggior parte degli avvocati redigono e depositano la querela (operazione questa da svolgere con la presenza dello stesso interessato) gratuitamente, riservandosi di seguire, a pagamento, il querelante in tutte le azioni successive (di solito, si agisce anche in sede civile per ottenere un risarcimento danno per l’ingiuria o la diffamazione subita), nei confronti del querelato o denunciato.

Il querelato, se non vorrà subire un processo penale o una causa civile, potrà (forse dovrà) contattare l’avvocato (i cui recapiti, anche quelli online saranno indicati con chiarezza nel testo della denuncia o querela) di chi ha sporto querela ed accordarsi con questi per pagamenti e transazioni. Bisogna fare attenzione però, anche in questo caso, a non sporgere denuncia con troppa leggerezza, perché se si accusa qualcuno di fatti, comportamenti, azioni non corrispondenti a verità ci esponiamo a controdenunce o querele o, addirittura, all’accusa di calunnia, e quindi, ad eventuali procedimenti penali o alla richiesta di risarcimento danno in sede civile.


 


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