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 giovedì 16 ottobre 2014

TERRITORIO

Disastri annunciati

di Domenica Timpano


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Serve massimo impegno per la salvaguardia del territorio– “Credo che stiamo vivendo un momento del Paese in cui l’attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio, sulla tutela del nostro patrimonio naturale, oltre che storico-artistico, perché stiamo vivendo dei fenomeni di spaventosa devastazione”. Queste le parole spese dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di fronte allo sfacelo, al dolore in cui versa la città di Genova. Ma il dolore non si consuma solo in quel territorio. Abbiamo avuto notizia di straripamenti di torrenti a Parma, nell’Alessandrino e in altri luoghi, dove la paura è diventata una costante, quella stessa paura che anche la città di Messina ha provatoe di cui rimane chiara e angosciante memoria, per i tanti morti che abbiamo contato.

Ci si chiede, ricordando quel triste giorno, cosa è stato fatto da allora per rendere più sicuro il nostro territorio, cosa potrebbe mai capitarci se le abusate “bombe d’acqua”, citate quasi a giustificazione di un evento improvviso contro il quale nulla si può fare, ma non contemplate scientificamente, “prediligessero” di nuovo la nostra terra che ha memoria antica di tragedie dovute all’incuria del territorio. Basti qui ricordare la famiglia Caritàtrascinata a mare dalle acque del torrente Annunziata. Se oggi accadesse potremmo dire di essere al sicuro? Che è stato posto in essere quanto necessario, dalla pulizia dei tombini, a quant’altro utile, per salvaguardare la popolazione?

Bella la nostra terra, ricca di sole e panorami mozzafiato, ma quando la natura si scatena il sole cede il posto alla desolazione, ai “se” e ai “ma”, alle accuse, agli scaricabarile, al rimbalzo delle responsabilità.Alle spalle di questi fenomeni, che sono anche dovuti a inerzie locali, a lungaggini burocratiche nel realizzare progetti elaborati e, perfino, finanziati e pronti quindi per essere realizzati, alle spalle di tutto questo c’è anche l’incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale”. Riflettiamo su queste parole, pronunziate ancora da Napolitano, e diamoci da fare prima che sia tardi, soprattutto per non avere pesi sulla coscienza.


 


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