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 giovedì 9 ottobre 2014

GIUSTIZIA

Giurato popolare: come si diventa?

di Olga Cancellieri


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In Italia, il sistema delle giurie popolari è molto diverso da quello degli Stati Uniti, dove si fa largo uso delle giurie, richieste spesso nel giudizio penale. I giurati vengono scelti a caso, nei registri della cittadinanza di quello Stato, e non possono sottrarsi a tale onere, a meno che non vengano dichiarati “ostili o parziali” da una delle parti in causa (ciascuna può avvalersi del diritto di “rifiutare” un giurato, per un massimo di tre volte). In Italia, invece, si ricorre ai giudici popolari (non togati, quindi non magistrati in carriera), solo per la composizione di due Corti: “Assise” e “Corte di Assise di Appello”.

A questi tribunali, si ricorre solo nel caso dei c.d. “delitti di sangue” (sicuramente, per gli omicidi, ma anche per stragi, disastro ambientale, etc.), un’esigua parte rispetto alla mole dei giudizi che deve sostenere un tribunale ordinario di una città medio-grande. Inoltre, mentre negli USA la giuria è composta solo da giudici popolari che emettono il verdetto solo all’unanimità (altrimenti dichiarano al Presidente di non averlo raggiunto), in Italia i giudici che compongono la giuria sono solo sei, affiancati però da due giudici togati, e possono decidere della colpevolezza anche a maggioranza (6 voti su 8)

A questo punto, è opportuno chiedersi chi sia il giudice popolare nel nostro Paese e quali siano i requisiti per diventarlo. Il giudice popolare è cittadino italiano chiamato a comporre, a seguito di estrazione a sorte da apposite liste, la Corte di Assise e la Corte di Assise d’Appello. Per ognuna, viene formata una lista per i giudici popolari ordinari e una per i giudici popolari supplenti. Chi vuole entrare a far parte delle liste deve presentare richiesta al sindaco del comune in cui risiede. Occorrono i seguenti requisiti: cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici; buona condotta morale; età non inferiore ai 30 e non superiore ai 65 anni; titolo finale di studi di scuola media di primo grado e di qualsiasi tipo.

Per i giudici popolari di Corte d’Assise d’Appello, è richiesto titolo finale di studi di scuola media di secondo grado. Non possono fare il giudice popolare: i magistrati e i funzionari in servizio all’ordine giudiziario, gli appartenenti alle Forze Armate e alla Polizia e i membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione. La nomina dura tre mesi, salvo una maggiore durata del processo. La formazione degli appositi elenchi, il loro rinnovo e la continua sussistenza dei requisiti per mantenerne la permanenza, vengono effettuati dal sindaco ogni due anni.

Sempre compito del sindaco quello di invitare, con manifesti pubblici, coloro che sono in possesso dei requisiti e non sono già iscritti negli albi definitivi dei giudici popolari, a chiedere di essere iscritti nell’elenco integrativo dei giudici popolari. Vengono formati gli albi definitivi che sono approvati con decreto e trasmessi a ciascun comune per la pubblicazione della parte che lo riguarda. Avverso gli albi definitivi è possibile presentare ricorso. Infine, i giudici popolari nominati ricevono un compenso giornaliero stabilito per legge in € 25,82 e un rimborso per spese di viaggio se l’Ufficio è prestato fuori del comune di residenza. Per i lavoratori autonomi, o lavoratori dipendenti senza diritto, alla retribuzione nei giorni in cui esercitano la loro funzione il rimborso è di € 51,65 per le prime 50 sedute e di € 56,81 per le udienze successive.


 


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