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 giovedì 26 giugno 2014

GUARDIA DI FINANZA

Brillanti operazioni del Gruppo Aeronavale di Messina nel Canale di Sicilia

di Redazione


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Due brillanti operazioni, coordinate dal colonnello Giuseppe Minutoli del “Gruppo Aeronavale” della Guardia di Finanza, di Messina, sono state portate a termine sul Canale di Sicilia. Quasi due giorni di intense, ininterrotte e rischiose attività di polizia nel Canale di Sicilia, che hanno visto, ancora una volta, protagonisti i militari della Guardia di Finanza. L’operazione, ha portato al sequestro col trasferimento a rimorchio nel Porto di Trapani, della motonave “Aberdeen”, battente bandiera del Togo, con a bordo un ingente quantitativo di droga, fermata alle ore 15,30 del giorno 23 giugno, a circa 24 miglia a Sud-Ovest dell’isola di Pantelleria, da tre unità navali d’altura del “Gruppo Aeronavale”, di Messina.

In particolare, il servizio – innestato in un più articolato dispositivo tattico diretto dal “Comando Operativo Aeronavale del Corpo di Pomezia” (LT), integrato da un “Guardacoste Veloce del gruppo Aeronavale di Cagliari” e da un aereo del “Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare” (LT) e, successivamente, da due ulteriori “Guardacoste Veloci”, dislocati in Lampedusa – discende da specifiche informative acquisite dall’Intelligence del Corpo, in raccordo con il “Centro Analisi e Operazioni Marittime” (MAOC), di Lisbona, e l’“Agenzia delle Dogane Francesi”.

Intimato l’ALT, secondo le procedure del Diritto Internazionale, da parte del Pattugliatore Veloce “P.V.7 PAOLINI” e dai Guardacoste Veloci “G.120 CALABRESE” e “G.127 FINANZIERE ZOCCOLA”. Intimazione alla quale – dopo un iniziale cenno di adesione – ha fatto seguito la palese manifestazione della volontà di proseguire la navigazione (confermando, pertanto, i sospetti del certo coinvolgimento nell’illecito traffico represso), con repentine e pericolose accostate della motonave verso le acque internazionali a serio pregiudizio, tra l’altro, dell’incolumità delle tre unità navali operanti e, soprattutto, dei relativi equipaggi. Tale atteggiamento tenuto dagli occupanti la motonave, come palese disobbedienza, nonché resistenza e violenza alle tre unità navali militari citate, ha reso necessario un rischiosissimo ed estenuante atteggiamento di forza da parte dei finanzieri operanti, ancor più indotto dalla ritrosia confermata ed il reiterarsi di manovre pericolose da parte dell’equipaggio fuggitivo, ad evidente pregiudizio dell’incolumità dei mezzi ed equipaggi delle Fiamme Gialle, solo grazie al quale si è potuto pervenire alla cattura della Motonave.

I finanzieri saliti a bordo della motonave ne hanno bloccato i 16 componenti l’equipaggio – di presunta nazionalità libanese e indiana – rinvenendo, al contempo, un ingente quantitativo di hashish stimato intorno alle 40 tonnellate. Con l’arrivo del convoglio nel Porto di Trapani, è stato dato avvio alle attività di polizia giudiziaria nei confronti dei componenti l’equipaggio, posti in stato di fermo a disposizione della locale Procura della repubblica, con il sequestro della motonave e dell’ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Si tratta del più grosso sequestro di stupefacenti ad oggi operato in mare, che riconferma l’importanza e l’efficacia del presidio aereo e marittimo della Guardia di Finanza attraverso la sua Componente Alturiera accrescendo, ulteriormente e al contempo, il lustro del Comando Aeronavale attraverso i professionisti del “Gruppo Aeronavale”, di Messina.

La seconda operazione è relativa alla prevenzione e repressione dei traffici di vite umane via mare, svolta dai militari del “Gruppo Aeronavale” della Guardia di Finanza, di Messina. Avvenuta nella mattinata del 24 giugno, a seguito di una segnalazione ricevuta dal “Comando Operativo Aeronavale”, di Pomezia (LT), il Guardacoste veloce G.125 FUSCO del Nucleo di Manovra di Augusta, intercettava a circa 30 miglia a sud-est da Capo Murro di Porco (SR), un’imbarcazione di tipo “Moto Yacht” ferma alla deriva, con a bordo numerose persone extracomunitarie. Nella stessa zona era presente anche la Nave Bergamini, della Marina Militare Italiana, che monitorava l’imbarcazione ed, in raccordo con quest’ultima, il comandante del Guardacoste G.125 Fusco riusciva a trasbordare tre finanzieri sul Moto Yacht, i quali dopo aver constatato il buono stato di salute degli occupanti, provvedevano a poter rimettere in moto i motori in avaria riuscendo così ripristinarne l’efficienza.

Considerato il peggioramento delle condizioni marine, l’imbarcazione veniva scortata dalla predetta unità navale del Corpo – unitamente, alla vedetta CP.323 della Guardia Costiera, giunta in quel momento sul luogo dell’evento ed alla nave Bergamini – e fatta dirigere verso le coste siracusane. Di lì a poco, giungevano, presso la banchina commerciale del Porto di Augusta, ed iniziavano le procedure delle operazioni di sbarco dei migranti, i quali venivano affidati al dispositivo di accoglienza, nonché al personale medico anch’esso presente. I cittadini extracomunitari salvati risultavano essere 48 maschi, 11 minori e 2 donne, tutti di sedicente nazionalità Siriana e Palestinese.


 


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