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 venerdì 18 aprile 2014

INTERNET

Il medium ai tempi della rete

di Salvatore Anzà


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Oggi il futuro non è più pensato come migliore, ma come diverso: non il futuro umano, ma l’anteprima dei modelli del prossimo anno”.

Questa è una “profetica” descrizione del sociologo Marshall McLuhan sugli effetti futuri della tecnologia applicata alla comunicazione e, di conseguenza, sui comportamenti del singolo individuo, ma anche sulla società nel suo complesso.

Il progresso e la ricchezza sono frutto dello spostamento delle informazioni.

Queste viaggiano alla velocità della luce grazie ad internet e, sempre grazie ai social network, vengono condivise da tutte le popolazioni del mondo.

È necessario perciò capire i media non solo in base alle informazioni che utilizzano, ma soprattutto in relazione al modo in cui organizzano la comunicazione.

La civiltà si evolve con il susseguirsi di tecnologie e mezzi di comunicazione ed ogni epoca è caratterizzata dal mezzo con il quale si scambiano le informazioni. Predominano, perciò, i mezzi di comunicazione che prevalendo hanno accompagnato l’individuo nella sua evoluzione spesso attraverso secoli ed epoche diverse.

Internet è, di certo, l’esempio più completo ed efficace che, dalla fine del XX secolo, ha fatto nascere un nuovo modello di ricerca ed informazione molto diversi dai tradizionali sistemi di lettura e di conoscenze usati nelle scuole così come nelle biblioteche e librerie esistenti.

Chiaramente, è necessario riflettere ed analizzare le problematiche legate all’attendibilità dell’informazione e della comunicazione tra persone contenuta e fatta vedere nelle pagine web dei più famosi motori di ricerca come Google.

Molti sostengono che l’enorme rete di comunicazione globale e virtuale creata dai social network attuali come Facebook, Twitter o Skype abbia dato avvio ad una involuzione di tipo informativo tradizionale da parte degli utenti sempre più presi sia dalla possibilità di poter interagire con il partner in modo impersonale nascosti dietro un monitor, sia di procurarsi le informazioni ricercate in pochi minuti senza il bisogno di affidarsi alla forma televisiva o meglio ancora giornalistica.

Questo sistema ha, intensamente, modificato il nostro patrimonio più importante e complesso, cioè la cultura.

Oggi, il progresso tecnologico sfrutta la forte audience prodotta dai mass media grazie alla rivoluzionaria invenzione dei tablet computers, come l’iPad, o degli smartphones, come l’iPhone, entrambi prodotti dell’azienda informatica statunitense Apple, per far sì che anche gli “ultimi” lettori tradizionali, ai quali piace toccare con mano e annusare col proprio olfatto l’essenza dell’informazione scritta su carta, possano convertirsi, definitivamente, a questo nuovo modo di diffusione del messaggio mediale.

Se stare al passo coi tempi, significa mettere da parte ciò che è stato e sarà sempre alla base del progresso, bisognerebbe comprendere se non si tratti piuttosto di un lento declino verso un mondo privo di qualunque ideale, dove l’elemento della curiositas intellettuale si trasformi in pigrizia e il termine “informazione” assuma un diverso, ma terribile significato.


 


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