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 giovedì 10 aprile 2014

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA

Il governo presenta la sua ricetta per superare la crisi

di Domenica Timpano


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Il “Documento di Economia e Finanza” per il 2014 (Def) è stato presentato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il testo esplicita la volontà di superare lo stato di crisi e un cronoprogramma da attuare – in tempi rapidi – ponendo in essere interventi normativi e attuativi.

Il Documento di Economia e Finanza 2014 offre al Governo un’occasione preziosa: dimostrare la volontà del Paese d’imprimere una forte accelerazione al processo di riforma strutturale dell’economia, per una nuova e sostenibile ripresa della crescita e dell’occupazione.

L’urgenza e l’ambizione delle azioni di riforma che il Governo intende attuare sono senza precedenti” – così si legge nella premessa.

Dal documento redatto dal Ministero si riportano, in sintesi, le principali misure che riguardano: la piena attuazione della revisione della Spesa strutturale, con un cambiamento stabile e sistematico dei meccanismi di spesa pubblica; la revisione della fiscalità attraverso, innanzitutto, la riduzione del cuneo fiscale; una qualificata (ma decisa) opera di valorizzazione e dismissione di alcune società sotto controllo statale e di parte del patrimonio immobiliare; il completamento del pagamento dei debiti commerciali da parte delle amministrazioni pubbliche; un’energica azione in materia di miglioramento dell’ambiente imprenditoriale e attrazione di capitali esteri; un miglioramento della riforma del mercato del lavoro attraverso il Jobs Act; la riforma della Pubblica Amministrazione e la semplificazione burocratica, la riforma della giustizia amministrativa e penale, la valorizzazione del percorso scolastico e formativo dei giovani.

In particolare, gli interventi più importanti, di cui si discute, riguardano i tagli su: Irap (-5% nel 2014 e -10% nel 2015); Sanità (specie sui farmaci); Beni e Servizi; Enti inutili (Cnel, in primis); Difesa (si riparla degli F35); Stipendi Dirigenti pubblici (tetto massimo circa 300.000 euro); Spese di gestione Palazzo Madama, Camera e Quirinale; Spesa Diplomatici.

Altri interventi riguardano: Aumento delle rendite finanziarie (aliquota dal 20 al 26% esclusi Bot, Btp, et al.); Sconto, che si concretizza in contributo, agli incapienti; 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti che non superano il tetto di 23mila euro; Imposta a carico delle Banche (dal 12% al 24-26% sulle quote di Bankitalia); Accorpamento delle Camere di Commercio; Incentivi alle imprese; Privatizzazione Poste, Enav, Fincantieri; Pagamento debiti Pubblica Amministrazione.

Per dare concretezza alle proposte strutturali si prevedono, inoltre, piani d’intervento in diversi settori: Piano scuola: vi sono circa 2,0 miliardi di euro di risorse disponibili per la messa in sicurezza degli edifici scolastici; Fondo di Garanzia: disponibilità di 670 milioni di euro di risorse aggiuntive nel 2014 e complessivamente oltre 2 miliardi nel triennio per le piccole e media imprese; Piano casa: disponibilità di 1,3 miliardi di euro per interventi destinati alla casa o alla ristrutturazione; Territorio: interventi contro il dissesto idrogeologico e la tutela del territorio.

Il “Def”, documento all’apparenza corposo e rigoroso, è stato giudicato fumoso dall’opposizione, stilato per fini elettorali in previsione delle prossime elezioni europee, ma c’è anche chi ha apprezzato il tempismo di Renzi e il suo modo di agire per imprimere una svolta al paese. A breve, comunque, sul “Documento di Economia e Finanza”, dovranno esprimere il loro giudizio la Commissione Europea e l’Ecofin. È notizia di stamani che l’FMI lo ha giudicato positivamente.

È notizia, ancora delle ultime ore, che Tari e Tasi incideranno per circa il 40% sulla somma di 80 euro concessa ai dipendenti pubblici.


 


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