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 lunedì 7 aprile 2014

PHISHING

Una nave in balia delle onde

di Salvatore Anzà


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Questa settimana torniamo a navigare tra le burrascose onde di Internet. La rete è si simbolo di libertà e democrazia, ma occhio ai “mezzettini” che, come sempre, quando si rasenta l’anarchia, approfittano dell’ingenuità di chi è meno esperto.

Tra le tante tipologie di truffe online, un posto unico e particolare spetta al “phishing”.

Questo moderno raggiro è un vero e proprio furto di informazioni personali sensibili. Quest’attività illegale sfrutta la comunicazione impersonale attraverso l’invio occasionale di mail sulla falsariga di quelle inviate dalle banche.

Di solito, questi messaggi di posta elettronica richiedono, ad esempio, di inserire le password del conto corrente o il numero della carta di credito.

L’utente cliccando sul link, contenuto nella mail, si collega, automaticamente, ad un sito fasullo, ma del tutto simile a quello originale, comunicando così i propri dati sensibili a truffatori pronti a svuotare, in un secondo tempo, il nostro conto corrente o a fare acquisti online con i nostri soldi.

Detto questo, non dobbiamo aver paura del progresso telematico, ma, come sempre, tenere dei comportamenti e degli accorgimenti utili a sfruttare al meglio la rete senza caderci dentro.

Basteranno poche regole, chiare e semplici.

In primo luogo, non rispondere mai alle mail sospette, infatti, nessun istituto di credito o finanziaria richiede i dati sensibili tramite mail o sms.

In secondo luogo, è meglio controllare spesso l’estratto conto della carta di credito e del conto corrente in modo da poter intervenire, tempestivamente, per bloccare eventuali tentativi di truffa.

Altro consiglio utile è quello di servirsi, al posto della classica carta di credito, di una ricaricabile, così al massimo si rischia la cifra impiegata nella ricarica.

Infine, utilizziamo sempre, e soprattutto quando facciamo acquisti online, siti web protetti. Basta controllare la barra in basso a destra della pagina degli acquisti che riporterà un lucchetto.

In conclusione perciò, salpiamo tranquilli perché in fin dei conti, tanto per citare il grande economista Thomas Sowell, “gli imbroglioni hanno sempre saputo che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici, ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere”.

Perciò teniamo alta l’attenzione e non fermiamoci a ciò che ci sembra vero, ma abituiamoci a guardare anche con il cervello e non solo con gli occhi.


 


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