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 martedì 26 agosto 2014

RECENSIONE LIBRARIA

Giuseppe Finocchio – Il mare vetrato

di Redazione


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Alla prima silloge giovanile, di Giuseppe Finocchio, dal titolo Versificare invernale, edita dal Gabbiano, di Maria Froncillo Nicosia, nel settembre del 2010, segue il suo recente lavoro il Mare vetrato, edito dalla Pungitopo editrice, di Gioiosa Marea e finito di stampare nel marzo 2014, con prefazione di Maria Gerace. Nel Mare vetrato, l’amore è vissuto e descritto con una precisione saffica, il verso contiene e lascia trasbordare la componente passionale e sanguigna del sentimento vissuto in profondità, annodato all’anima, esplosivo di colori e di una sinestesia incalzante. Al di là del vetro, che contiene e protegge una certa dimensione clandestina del sentire, si apre il paesaggio marino, il paesaggio dello Stretto, ma anche Messina con i suoi scorci brulicanti, le case abbarbicate su colline di sabbia, l’eclettismo dei suoi monumenti; momenti di memoria vissuti in modo duale, ma anche profondamente solitario, che scava dentro per far sgorgare immagini sempre nuove con una certa naturalezza, salmastra.

Un amore tante volte negato, ma altrettante volte vissuto fino ad avvolgere i sensi, in un tutt’uno, nel quale la natura, con le cicale, la luna e le maree, partecipa metamorfica ed amplificatrice nel dipanarsi della storia in versi. Come la vastità del mare, il sentimento nel Mare vetrato è al contempo ampio, si ciba di frenesie distanti e di un improvviso risalire dei sensi, bacchico, suadente, nudo. Volteggia il verso e lascia nel lettore un certo stupore, una curiosità crescente. La poesia che corre il rischio di perdersi nel dipanarsi dei versi. ma che, al contempo, continuamente si ritrova e si rigenera. Un navigare, un volteggiare, un naufragare dolce e salmastro che ci conduce in un viaggio sul filo della notte e dei sensi.

Note sull’autore: Giuseppe Finocchio, nasce a Messina nel 1981. Laureato in “Conservazione dei Beni Culturali” e con specializzazione in “Archeologia Cristiana”, coltiva, da sempre, la passione per la scrittura. Ha già pubblicato le poesie Zancle e Tremotum (Giulio Perrone) e la silloge Versificare invernale (Edizioni Il Gabbiano). I versi di Sole nero hanno ricevuto la menzione d’onore al Premio “Terremoti di Carta” 2013.


 


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