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 giovedì 9 aprile 2015

SALUTE E BENESSERE

Disturbi del comportamento alimentare

di Barbara Cortimiglia


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In una società dell’immagine, in cui si propaganda un’ideale di perfezione estetica irraggiungibile, diventa quasi d’obbligo tentare di modificare il proprio corpo per renderlo meglio fruibile agli occhi di chi ci circonda. Stiamo assistendo, attualmente, all’emersione di nuove forme di disturbi del comportamento alimentare che, fino a poco tempo fa, erano condotte emergenti nel periodo adolescenziale. Ma come vive l’adolescente il proprio corpo che ‘cambia’? Un corpo estraneo, non integrato nel sé, ma vissuto come qualcosa da manipolare per colludere, perfettamente, con le aspettative sociali e culturali tipiche della società post-moderna. L’adolescente, nella ricerca esasperata della propria identità, non percepisce il proprio sé integrato con il corpo e, nel tentativo di compiere questa unione, ricorre alla realizzazione di un’immagine soddisfacente del proprio fisico, quello che gli psicoanalisti chiamano l’Ideale dell’Io.

Vivono nell’angoscia di essere brutti, inadeguati, di non poter avere successo e nella corsa verso l’identificazione e, nel frattempo, per rendere, momentaneamente, il proprio “Sé” coeso, ricorrono a forme di manipolazione del proprio aspetto, per cui i piercing, i tatuaggi, i disturbi del comportamento alimentare sono degli accanimenti contro un corpo non riconosciuto, estraneo, che tradisce, stupisce, affascina, seduce, punisce. L’anoressia e la bulimia sono caratterizzati da comportamenti patologici finalizzati alla perdita di peso, da anomali atteggiamenti verso le forme corporee e da gravi complicanze sia fisiche che psichiche. A soffrirne, prevalentemente, è il genere femminile con un’età d’insorgenza intorno alla pubertà, inizio adolescenza.

Le nuove forme dei disordini alimentari non, però, ancora riconosciuti dalla comunità scientifica come patologie vere e proprie, non colpiscono solo l’età adolescenziale, bensì l’età adulta ed il genere maschile e, come comune denominatore, vi è sempre la ricerca esasperata della perfezione, di un corpo con contorni e confini ben precisi che rispecchi l’immagine proposta, ossessivamente, dai mass-media. Tutto questo per ottenere l’integrazione del proprio “Sé” che, altrimenti, sarebbe frantumato. Ortoressia, bigoressia, stressoressia, alcoressia sono le nuove forme di disagio legate all’alimentazione.

L’ortoressico è colui che ricerca, ossessivamente, il cibo puro, sano, giusto, corretto; è colui che controlla tutte le etichette dei cibi che compra, li seleziona con attenzione in modo esagerato, rispetto agli ipotetici rischi medici. Gli ortoressici programmano, scrupolosamente, i propri pasti, conoscono ogni singolo ingrediente dei cibi che assumono evitando pasti sociali. I bigoressici sono molto attenti al muscolo che deve, assolutamente, gonfiare; tale disturbo è caratterizzato dalla preoccupazione costante dello sviluppo muscolare e dalla ricerca del muscolo scolpito, trascorrono ore ed ore in palestra e consumano una quantità enorme di anabolizzanti; è, infatti, ampiamente diffuso tra i body builder che presentano un disturbo dell’immagine corporea simile all’anoressia.

La stressoressia colpisce, invece, le donne tra i 28 ed i 40 anni che non vogliono e non riescono a ridurre il carico di lavoro e più sono stressate più ignorano il cibo, fino ad una esagerata restrizione dello stesso; nulla a che vedere con la comune anoressia di cui soffrono le giovanissime con scarsa autostima e distorta immagine del corpo. Le donne stressoressiche sono donne mature, motivate, intelligenti e con alte aspettative e, a causa del lavoro che le impegna, saltano i pasti. La stressoressia è un fenomeno di costume della società contemporanea, quest’ultima chiede alla donna moderna di conciliare i vari ruoli che ricopre il mondo femminile: l’essere donna, lavoratrice, madre, moglie.

L’alcoressia colpisce i ragazzi di età media che a 16 anni, per dieta, fanno merenda con il gin tonic o alcol, in generale, che verrebbe, così, a sostituire i pasti principali, poiché anestetizza e toglie il senso della fame. Tali patologie costituiscono, dunque, l’esasperazione di quelle che potremmo definire filosofie di vita moderne basate sul salutismo e sulla forma fisica a tutti i costi. Sono vere e proprie mode alimentari, un altro fenomeno questo della nostra epoca storica dove, ancora una volta, vi è una sottile linea di demarcazione tra moda e disturbo.


 


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