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 lunedì 24 marzo 2014

TUTELA AL CONSUMATORE

La trappola delle revolving

di Salvatore Anzà


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Tutte le volte che attraversiamo un periodo di crisi economica, soprattutto se di tipo globale come quella che da qualche anno ormai ci affligge, chi gestisce il settore dei finanziamenti elabora sempre nuove tipologie di prestito.

Nell’Italia che affronta la recessione, la fanno da padrona la carte di credito revolving, addirittura alla fine del 2013 ne erano state emesse più di 4 milioni.

Queste carte si nutrono della crisi stessa, infatti, più è difficile accedere alle classiche forme di finanziamento, più s’impennano le richieste di revolving.

Analizzandole nello specifico, sono facili da ottenere e permettono di rateizzare il pagamento della merce acquistata.

Fin qui le poche caratteristiche positive, tutto il resto sono un insieme di trappole più o meno visibili che rendono chi le utilizza più povero.

Queste carte nascondono un meccanismo perverso di moltiplicazione dei tassi d’interesse unito a poca trasparenza. Non sono altro che un fido, semplice da ottenere, ma con taeg che spesso arrivano a superare il 20%.

Facendo un esempio esplicativo, su un fido di € 2.000 con utilizzi di € 13.000 per 5 anni, rischiamo di pagare anche più di € 4.000 tra spese ed interessi.

Se già così si rasenta l’usura, la situazione diventa davvero insostenibile nel momento in cui, per un qualsiasi motivo, siamo costretti a saltare il pagamento di una rata.

In questi casi, si scatena l’inarrestabile interesse di mora, il quale – sempre per farla semplice – fa lievitare la rata così tanto che – in alcuni casi si – arriva anche ad incrementi del 50%.

Questo ci fa capire il perché di tanta propensione da parte di banche e finanziarie per questo prodotto che dà introiti sicuri a tassi elevatissimi.

Chiarito questo, non resta che capire cosa può fare il consumatore per difendersi al meglio dalle revolving.

In primis, affidarsi alle associazioni dei consumatori che offrono una serie di strumenti utili per capire le clausole contrattuali e il funzionamento reale di questi prodotti finanziari; in secondo luogo, l’Antitrust ha attivato un numero verde specifico al quale possiamo segnalare le pratiche commerciali poco corrette.

Infine, un ultimo – ma importante consiglio – è quello di rifiutare le proposte che riguardano carte revolving; sono solo una fregatura, in tutti i sensi.

In conclusione, prima di affrontare l’importante decisione di’indebitarci con un qualsiasi prodotto finanziario, teniamo a mente quel che diceva il grande scrittore Mark Twain: “un banchiere è uno che vi presta l’ombrello quando c’è il sole, ma lo rivuole indietro appena incomincia a piovere”.


 


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