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 gioved 10 gennaio 2019

STORIE DI UOMINI

Lorenzo Mandalari Nemo profeta in patria

di Matteo Allone


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sempre difficile, e la storia lo insegna, essere profeti in patria. Le ragioni sono molteplici, spesso, non nobili. Non si pu, facilmente, riconoscere a qualcuno che ci vive accanto, qualit che non possediamo. Non si pu riconoscere che la capacit, la volont, il sacrificio, le idee, la passione, il desiderio del bene comune, la solidariet, siano autentici.Ci deve essere dellaltro, del marcio. Lombra che laltro getterebbe su di noi sarebbe insopportabile. Meglio, allora, osannare chi giunge da lontano, o chi da lontano ritorna, anche, se vi sono delle eccezioni, che confermano la regola: il grande Ulisse, tornato in Patria, non venne, subito, riconosciuto come leroe vincitore della guerra di Troia e rischi la morte, perch altri vili ed inetti, i Proci, volevano prenderne il posto. Poi, vi sono quei pochi che vengono riconosciuti nel loro valore post mortem. Altri nemmeno.

A tal proposito, mi preme ricordare, alla memoria dei messinesi, un tal Lorenzo Mandalari, che, per molti anni, stato identificato non come la persona, ma come il luogo, il manicomio, dove mandare chi si pensava avesse bisogno di non troppe amorevoli cure. Lorenzo Mandalari ancora adesso, per i pi, solo un luogo, anzi una sede, quella della Cittadella sanitaria dellAzienda Sanitaria Provinciale, di Messina, ove la statua silenziosa che lo rappresenta, osserva i tanti cittadini che, fruiscono dei vari servizi.

Ma chi era, veramente, Lorenzo Mandalari? Forse, lo descrivono meglio le parole da lui stesso formulate nella prelazione al corso libero di Patologia mentale, dettato nella Regia Universit di Messina, nel 1989, quando nel donare alla citt i terreni, per la costruzione di un asilo per quegli infelici che ruppero nella pazzia, cos, si esprimeva: Alla soluzione di tanto solenne problema sono ben lieto, o signori, vada unito al mio povero nome in questa nobile Provincia, la quale non pu tollerare, pi a lungo, la insufficiente assistenza di tanti infelici, oggetto di vergogna e disonore, e cagione continua di pericolo e di degradazione in una societ sana. E non meno tristi diventano le conseguenze di tale lacuna, eziandio, dal punto di vista, strettamente, medico; per la mancanza dun Asilo speciale, che con amorevole sollecitudine li raccolga, i poveri malati di mente, solo dopo che diventano intollerabili. Non dubito che tutte le provincie della Sicilia laveranno lonta della insufficiente assistenza dei mentecatti, e che anco Messina avr la sua Casa di Salute per pazzi.. ed io ne gioisco per la Patria, ne gioisco per voi, o giovani carissimi, che troverete in un Asilo, di tal genere, una palestra per i vostri studi clinici.

Ha gioito troppo il buon Mandalari! Si era dimenticato che nemo profeta in Patria, e che la riconoscenza ed il ricordo di tanta generosit avrebbe lasciato il posto alla dimenticanza.Noi crediamo, invece, che si possa e si debba essere profeti in patria, e mi riferisco ai tanti giovani: competenti, generosi, determinati, autentici e ai tanti Ulisse che devono poter credere di potersi spendere per la loro citt e per il loro futuro.


 


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