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 sabato 1 febbraio 2014

ALTAROMA – ROMA

Conclusa la Kermesse dell’haute couture a Roma

di Redazione


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Si è conclusa, lunedì 27 gennaio u.s., la 24esima Edizione di “Altaroma”, tre giorni dedicati all’alta moda e ai nuovi stilisti emergenti.

Nella splendida cornice storica del complesso monumentale di Santo Spirito, in Sassia, tra gli splendidi affreschi dedicati al Papa Innocenzo III, che nel 1198 destinò questi ambienti ad un nosocomio per gli infermi, sono state presentate 22 sfilate. Presenti 15mila spettatori che hanno potuto applaudire i nomi dei grandi couturier italiani, come Sarli, Raffaella Curiel, Renato Balestra, oltre ad una rosa di giovani nuovi talenti.

Ha aperto la kermesse la Collezione di “Sarli couture”, ispirata a Monet e ai pittori impressionisti e disegnata dallo stilista Terranova, il quale, a 24 ore dalla sfilata, ha annunciato a sorpresa il suo ritiro dalla maison per incomprensioni con l’amministrazione “riguardo ai criteri seguiti nella produzione artistica ed economica della società”. Nonostante le polemiche la donna Sarli non delude: ricami floreali e tessuti leggeri e impalpabili destrutturano le geometrie dei tagli sartoriali.

Atmosfere e sapore d’Oriente per Raffaella Curiel, le cui creazioni s’ispirano all’Asia e agli antichi guerrieri della Cina. Tuniche preziose si aprono su pantaloni morbidi dalle fantasie orientali e dalle tonalità intense, come il mandarino e il turchese. Abiti super femminili sotto alle giacche per il giorno, i tipici “Curiellini”. Nuvole di chiffon con volute sbieche, nervature, piccoli volant, ricami impalpabili e fiori, per il cocktail. Per la sera ancora tessuti orientali, colori e raffinati ricami.

L’ambizioso progetto di trasformare l’haute couture in Pret à couture (pezzi di alta moda pronti per l’acquisto) ha animato la collezione di Jamal Taslaq, che ha presentato 20 outfit ispirati alla musica e all’armonia. I colori: bianco, nero, grigio, blu e cipria. Tessuti preziosi per gli abiti da sera costruiti con le tecniche dell’alta sartoria.

Renato Balestra ha sfidato la crisi con una ventata d’ottimismo, portando in passerella abiti coloratissimi, ispirati all’Uccello del Paradiso, della Nuova Guinea, verde giada, mandarino, rosso, e l’immancabile blu Balestra, queste le tonalità usate per la collezione. Tanto colore anche nei tailleur dalle giacche, completamente, traforate. Gli abiti da sera sono impreziositi da ricami in Swarovski coloratissimi, dai mille bagliori. Chiude la sfilata la sposa, con un abito raffinato, che ricorda le candide, delicate ninfee.

Location innovativa e al centro delle polemiche per Gattinoni Couture, che ha scelto la Nuvola di Fuksas, all’Eur – opera ancora in fase di realizzazione – per presentare la sua Collezione ispirata proprio alle nuvole. Un esposto ha bloccato i lavori di allestimento per motivi legati alla sicurezza, fino alla vigilia dell’appuntamento. La Collezione ha sfilato, regolarmente, ma non senza stress da parte di Gattinoni: Durissime le parole del patron di Gattinoni, Stefano Dominella: “Portare a termine la collezione e farla sfilare in questo posto, è stata una delle cose più faticose e stressanti della mia vita… . Questa sarà la mia ultima sfilata a Roma. Sfileremo a Firenze, a Torino, in città che vorranno l’istituzione di Alta Moda, di quest’Alta Moda che non si sa più bene che cosa sia”.

Nonostante le polemiche, gli abiti, disegnati da Mariotto, sono stati applauditissimi e, accompagnate dalla musica e dalle parole di Fabrizio de André, hanno sfilato creazioni di grande ricercatezza. Tulle di seta indossati su leggings illuminati da cristalli. Outfit in lino purissimo, ricamati a filo, bianchi bianchissimi, quasi virginali, e chemisiers da portare giorno e sera.

Ispirazioni africane e tribali per le creazioni dell’Art Couturier, Gianni Molaro, dove le radici delle piante diventano il mezzo raffinato per costruire linee e volumi, per impreziosire tessuti, sperimentare accostamenti e forme sempre più audaci. La sposa è una sontuosa sirena di Mikado Avorio, interamente ricamata da preziose radici di perline dorate che avvolgono il corpo e fasciano uno strascico di oltre tre metri. Tutta giocata sull’antica lavorazione del plissè, la Collezione “Primavera Estate”, di Nino Lettieri, mentre la stilista libanese, Mireille Dagher, ha portato in passerella creazioni ispirate alle profondità del mare: tagli accurati e innovativi rendono la figura eterea e fluttuante, come le alghe marine, dove sete e pizzi morbidissimi donano al movimento quell’eleganza che solo l’acqua sa creare.

Tra i nuovi talenti, la russa designer, Esme Vie; Quattromani; San Andres Milano; Giada Curti, con una collezione che richiama la Capri degli anni cinquanta; Arthur Arbessen, le cui giacche dai tagli pulitissimi svelano la formazione avuta lavorando alla maison Armani.

Moltissimi anche gli eventi collaterali aperti al pubblico, come l’esposizione di abiti e costumi di scena della Sartoria “Farani”, la Prima Edizione del “Fashion Style and Beauty Film Festival”, apprezzatissima rassegna di cinema, Room Service, esclusiva vendita di capi ed accessori Made in Italy per la prossima primavera-estate, la mostra intitolata Hans Feurer Fashion without a label, progetto di Valentina Ciarallo e Maria Chiara Russo.

Quest’anno, inoltre, in onore del Cinquantesimo anno di attività, l’Accademia “Costume e Moda” ha fatto sfilare le creazioni delle allieve, in un catwalk lungo ben due ore. Altaroma 2014 si riconferma, dunque, come un’eclettica piattaforma per i nuovi talenti e palcoscenico per l’haute couture romana e internazionale.

Articolo di Silvia Gambadoro e Mimma Cucinotta


 


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