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 mercoledì 22 gennaio 2014

ANATOCISMO ED USURA

Come recuperare ciò che gli istituti di credito indebitamente ci hanno sottratto

di Rosario Lo Faro


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Gli istituti di credito hanno concesso mutui e finanziamenti applicando diversi tipi di tasso d’interesse, ma troppo spesso anche tassi usurari. È molto importante stabilire se i tassi applicati al mutuo, finanziamento o prestito, hanno superano il tasso soglia dell’usura previsto dalla legge.

La legge anti-usura (n. 108/1996), infatti vieta, espressamente, il superamento del limite rilevato trimestralmente dal Ministero dell’Economia e dalla Banca d’Italia e, ultimamente, la Corte di Cassazione (sent. n. 305/2013) ha ribadito l’importante principio secondo il quale, nel calcolo ai fini della legge sull’usura, devono essere prese in considerazione tutte le spese e le voci di costo relative all’erogazione di una somma di denaro in prestito, compresi gli interessi di mora.

La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 78 del 2 aprile 2012, ha dichiarato incostituzionale l’art. 2 comma 61°, della Legge 10/2011, di conversione del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, con cui il governo Berlusconi, decideva di cancellare con un “colpo di spugna” gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione il 2 dicembre 2010 sull’anatocismo (capitalizzazione trimestrale dell’interesse), che riconosceva al correntista debitore il diritto di recupero, dalla data d’inizio del rapporto e sino alla chiusura, di tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli addebiti trimestrali di illecite competenze.

Per quanto riguarda i mutui stipulati per l’acquisto di immobili, se la banca ha applicato al mutuo dei tassi d’interesse usurari, si può chiedere la restituzione degli interessi già versati e corrispondere per il futuro la sola quota capitale. Infatti, l’art. 1815, secondo comma c.c. prevede che: “Se sono convenuti interessi usurari, il contratto è nullo e non sono dovuti interessi”.

Se il mutuo, o il conto sono stati estinti da oltre 10 anni, il diritto alla restituzione è prescritto.

In conclusione, prima che le lunghe leve dei parlamentari cancellino, con il solito “colpo di spugna”, quello che a tutti gli effetti è un diritto usurpato ai consumatori che ha leso ed ancor oggi continua a ledere il cittadino, è necessario che chi ne ha diritto, si affretti al più presto a sfruttare questo canale di giustizia, affidandosi a professionisti competenti che, già da tempo, lavorano sul territorio, come Davide contro Golia.

Dunque, armiamoci di fionda per abbattere ciò che è stato sempre ritenuto un potere inattaccabile.


 


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