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 martedì 7 gennaio 2014

RECENSIONI LIBRARIE

Tiziana Santoro – La conferenza di Messina del 1955

di Armando Russo


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I primi giorni del giugno del 1955, convocata dal ministro Gaetano Martino, ebbe luogo a Messina la conferenza dei Ministri degli Esteri della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca). Sei ministri, dopo un lungo e difficile dibattito, si accordarono sulle linee guida del futuro operare per la realizzazione di un ideale: l’Europa Unita. L’incontro storico, però, non convinse tutti. Qualcuno definì la Conferenza, sotto il profilo economico, come manifestazione di “deboli fermenti europei”, e lo stesso Ugo La Malfa dichiarò che l’incontro di Messina rappresentava un “regresso europeo”. Parole di fiducia e speranza furono, invece, espresse da Amintore Fanfani, Mariano Rumor e J. Monnet, lo stesso giudicò la Conferenza di Messina una pietra miliare. Anche Gaetano Martino, in gran parte soddisfatto per l’esito dell’incontro, ebbe a dire: “Quello che non abbiamo voluto a Messina, e nelle successive conferenze, è stato di mettere il carro dell’unificazione politica avanti ai buoi dell’unione economica”, come si legge nel libro di Tiziana Santoro.

Il tema dell’Unità Europea, rivestendo un grande interesse storico, economico e culturale, è stato trattato, nel tempo, da molti autori. Tra questi troviamo Tiziana Santoro che ha inteso, nel suo libro La conferenza di Messina del 1955 (edizioni Di Nicolò), riportare all’attenzione un evento rilevante che ebbe luogo a Messina, sua città natale, e che rappresentò una tappa importante nel processo che portò alla firma dei trattati di Roma e alla costituzione dell’Unione Europea. Una tappa finalizzata al raggiungimento dell’integrazione tra i paesi, nonostante le difficoltà incontrate per il rifiuto opposto, da Francia e Olanda, alla sua realizzazione. L’analisi critica delle proposte poste in essere dagli attori principali che vi parteciparono, primo fra tutti Gaetano Martino, promotore e figura di spicco nel panorama politico di quegli anni, cultore dell’ideale europeista, a cui l’Autrice dedica un intero capitolo, degli obiettivi fin qui raggiunti e delle insufficienze, porta ad alcune considerazioni utili per delineare l’identità dell’Europa, con riferimento soprattutto all’unificazione monetaria che molti ritengono vantaggiosa, in maggior misura, per la Germania. Dallo studio, minuzioso e serio che fa l’Autrice, delle componenti che interagirono, degli sviluppi, degli ostacoli che si sono frapposti, e che tutt’oggi persistono, come la prevalenza della Germania che ha mantenuto un ruolo leader rispetto ai partner e la svalutazione della lira rispetto al marco, il lettore può trarre un giudizio critico e meglio capire le ragioni della crisi in cui l’UE versa ancora. Un libro, quello di Tiziana Santoro, interessante per conoscere le radici di un processo evolutivo che, in larga misura, ci appartiene e di cui la città di Messina può trarne vanto.


 


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