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 sabato 4 gennaio 2014

RECENSIONI LIBRARIE

Sebastiano Plutino – Favolando tra mari e monti

di Redazione


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Scrivere racconti indirizzati ai ragazzi non è impresa facile. L’Autore si rivolge anche ai genitori, agli educatori e alla scuola usando parole magiche per far scaturire riflessioni sull’amore per gli animali, la natura, il mare e sui principi che regolano la vita. Nel primo racconto, lo scrittore fa rivivere l’atmosfera di una scuola in cui gli alunni protagonisti cercano di salvare un gattino abbandonato. Lo portano in classe e quando il piccolo felino, malauguratamente, esce dallo zaino aspettano la sfuriata della professoressa Rosetta che, invece, li sorprende.


Emerge un messaggio forte: gli animali ci stupiscono, ci insegnano tante cose, provano emozioni, dimostrano amicizia, solidarietà e sanno amare. Non possiamo lasciare la difesa dei loro diritti soltanto alle associazioni animaliste. Nel lento processo storico della domesticazione, essi si sono affidati a noi e li abbiamo ripagati tradendo la loro fiducia. Com’è potuto accadere tutto ciò? Forse perché non ci siamo fermati più ad osservare i loro occhi, smettendo di interrogarci sui loro sguardi pieni di luce e di quiete.


Il secondo racconto sintetizza l’avventura di tre ragazzi legati da un’amicizia profonda. Grazie alle loro qualità, sono dei privilegiati perché vengono ospitati nel mondo fantastico dei folletti. Il viaggio avventuroso serve a far percepire le suggestioni e l’incanto del territorio dei Nebrodi, il fascino dell’habitat naturale caratterizzato da querce, aceri, noccioli, corbezzoli, ginestre, mirti, agrifogli e da animali come il ricco, la volpe, la martora, la cincia bigia e altri.


Non si può sperare di cambiare gli stili di vita, le relazioni interpersonali se non c’è una scuola che educa e prepara alle sfide del nostro tempo. Cosa c’è di più urgente se non intervenire per salvare il nostro pianeta dall’inquinamento distruttivo? Chi deve educare ad amare la natura, a tutelare un bellissimo paesaggio, a salvare dall’estinzione una specie animale, ad apprezzare il piacere di respirare l’aria pura dei boschi? La scuola è l’ultima trincea e la speranza per non far sprofondare nell’abisso dell’indifferenza le nuove generazioni.


L’ultimo racconto espone l’esperienza di un piccolo pesce spada che rischia di essere divorato da uno squalo per aver disobbedito ai genitori. Nel corso della narrazione, si nota un amore profondo per il mare. L’autore fa vivere la straordinaria biodiversità dello Stretto di Messina, un paradiso da tutelare e preservare. Le caratteristiche chimiche delle acque influenzano l’assetto biologico dell’ambiente determinando un ecosistema unico nel Mar Mediterraneo.


Da sempre, il mare è specchio dell’anima dell’uomo. Albert Camus scriveva: “Sono cresciuto sul mare e la povertà mi è stata fastosa, poi ho perduto il mare, tutti i lussi mi sono sembrati grigi, la miseria intollerabile”. Il mare soffre sotto il peso del riscaldamento, soffoca, venendo meno alla sua funzione di polmone del passato, a causa dell’inquinamento. La pesca illegale e le spadare distruggono risorse biologiche e attuano uno sfruttamento squilibrato e letale della fauna ittica.


Leggere il libro può servire a preparare approfondimenti a contatto con la natura e strategie per evitare la passività dei giovani indotta dalla televisione e dai giochi elettronici. Le scuole possono proporre il testo ai ragazzi completando il lavoro didattico con escursioni sui Nebrodi e visite guidate nello Stretto di Messina.


La creazione letteraria è originale. La scrittura è nitida, scorrevole, piacevole e mette in risalto la psicologia dei personaggi. A volte, il racconto di un’esperienza può far scattare qualcosa dentro di noi e aprire una porta che pensavamo chiusa o non sapevamo che esistesse. Ogni lettura rappresenta un’opportunità per migliorare noi stessi e la qualità della nostra vita. Quella del libro va oltre perché illumina i sentieri tortuosi del vivere quotidiano.


Prefazione del prof. Salvatore Crisafulli


 


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