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 lunedì 8 luglio 2013

FILODIRETTO NEWS DA CAMELOT

L’alcol: Nuovo rifugio per i giovani ?

di Anna Pizzi


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Negli ultimi decenni ci si è avvicinati allo studio dellalcolismo, con maggiore attenzione ai giovani che vi si accostano, con sempre maggior frequenza.

Allinterno del centro diurno Camelot abbiamo raccolto una serie di interviste. Accanto ai testimoni lo psichiatra Matteo Allone, la psicologa Maria Grazia Saia e lassistente sociale Cettina Gitto, mentre dallaltra parte due utenti della stuttura che fanno uso di sostanze alcoliche.

Letà in cui i nostri giovani iniziano a bere è quella dell’adolescenza: 13-14 anni. I luoghi sono diversi e i più disparati: dai pub, alle discoteche, ai locali notturni, per la strada. Le sostanze, in genere, vanno dalla birra, al vino, per poi finire ai superacolici.

Varie le cause che portano all’uso di sostanze alcoliche: a volte, il desiderio di sentire emozioni forti, imitare gli adulti, o il gruppo di appartenenza per non sentirsi emarginati; altre, per disturbi relazionali-affettivi allinterno della propria famiglia. E, ancora, disagi esistenziali tipici della fase critica qual è quella dell’adolescenza, ma anche una facile reperibilità dell’alcol, diventata quasi una questione di costume. Il loro uso diviene una sorta di ‘disinibitore’ nei rapporti con il gruppo dei pari età.

L’assunzione alcolica ‘incondizionata’, perloppiù, è dovuta, soprattutto, ad una scarsissima informazione, anzi, totale su quelli che sono i pericoli e i danni causati dallalcol.

I due pazienti intervistati, allinterno del centro diurno Camelot, hanno, già, dato spunto per comprendere meglio il fenomeno delluso di alcol.

Il primo paziente è un uomo di 55 anni. È diplomato, appartenente ad uno status di provenienza medio-bassa e vive in una zona centrale della città. Ha avuto una vita molto dura e, a causa di problemi legati alla sfera privata, ha subìto anche il carcere. Non ha più i genitori ed è vedovo. Vive con una visione pessimistica della vita, infatti, lo stesso dichiara di essersi trincerato in un mondo tutto suo per isolarsi dalla società che rivela sorprese al di là di ogni aspettativa. Ha cattivi rapporti con i propri familiari e quando ha un problema preferisce rivolgersi al personale referente del centro. È un etilista solitario e reputa che i luoghi migliori per assumere l’alcol siano proprio le discoteche e la casa. Le sostanze 'preferite' sono il whisky e la coca cola.

Il secondo paziente intervistato è un giovane di 23 anni. Anch’egli è diplomato ed appartiene ad una classe sociale media. Risiede in una zona periferica di Messina. Per quanto riguarda la famiglia dello stesso il livello familiare è, già, migliore, rispetto al primo, ma quando riscontra un problema preferisce parlarne con gli amici. Fa uso di alcolici in compagnia e il tipo di bevanda che ama bere è il vino.

I motivi per cui si assumono sostanze alcoliche sono, al di là dei problemi familiari di fondo, per provare piacere, gusto e per sentirsi più allegri, quindi, disinibiti.

Per concudere, i tipi di alcol usati sono diversi e si beve per una questione di gusto personale.

Letà è, perloppiù, quella adolescenziale e si può fare uso alcolico sia da soli (alcolisti solitari) che in compagnia.

E, nonostante, le pene divengano sempre più severe, da quel che possiamo notare nel nuovo codice della strada, relativo alla guida in stato di ebbrezza, i giovani continuano a bere incuranti di ciò che ne può conseguire, perché i danni per assunzione di alcol ci sono, ma questa è un'altra storia.




 


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