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 giovedì 7 novembre 2013

PUNTERUOLO ROSSO

Continua a Messina la moria delle palme

di Domenica Timpano


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È lungo appena 45 mm., ma spesso reca danni irreparabili alle palme, fino ad ucciderle. Stiamo parlando di un coleottero della famiglia dei Curculionidi, meglio conosciuto come Punteruolo Rosso delle palme. Arrivato in Italia dall’Asia sud orientale, nel 2004, il Rhynchophorus ferrugineus ha già distrutto milioni di piante, soprattutto esemplari del genere Phoenix, nel Sud Italia, adottando diverse strategie. Il ciclo vitale del Punteruolo rosso, chiamato così per la livrea di colore rosso ferruginoso, dura circa quattro mesi. Attratto dalle palme malate o danneggiate, il coleottero infesta anche gli alberi sani e vi si annida fino alla morte della pianta. È il maschio del Punteruolo che produce un feromone per attrarre le femmine con le quali si accoppia. Queste ultime, successivamente, con il rostro creano dei fori nelle parti malate della pianta e vi depongono le uova.

Da queste, circa 300, di forma allungata e giallastre, nascono larve che, pur mantenendo il loro stadio per circa tre mesi, scavano moltissime gallerie nelle zone malate delle piante e si nutrono dei suoi tessuti teneri.

Raggiunta la maturità, le larve costruiscono bozzoli dai quali, dopo meno di otto giorni, escono adulti idonei a riprodursi in un continuo divenire. Molto belle come piante ornamentali, emblema di paesi mediterranei e subtropicali, le palme diventano così, in breve, ostaggio di questo terribile parassita, resistente ai mezzi convenzionali fin qui adottati.

Il portamento della chioma della palma, ad ombrello aperto, è uno dei segni premonitori dell’infezione del punteruolo rosso.

Dall’attacco di questo terribile coleottero, non si sono salvate le palme di Messina che, lentamente, stanno morendo. Ed è, davvero, triste assistere inermi a tale scempio. Gli interventi posti in essere, forse insufficienti, non sono serviti ad interrompere un ciclo distruttivo che sta deprivando i più noti viali e passeggiate messinesi della bellezza che solo la natura sa regalare.

Girando sul web, dove si legge di metodi e lotte poste in essere in altre realtà, di sostanze utili a curare le piante, di prevenzione per salvaguardare le piante, di iniezioni fitosanitarie endoterapiche per debellare il coleottero, ci si chiede se è stata posta, dagli organi competenti della nostra città, tutta l’attenzione che merita il problema per fermare la moria delle palme che, testimoni della storia del territorio, conferiscono fascino alla bella Messina.


 


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