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 lunedì 4 novembre 2013

ESERCITO ITALIANO

Operazioni umanitarie sul territorio Nazionale ed Internazionale

di Redazione


altAd Heart il cambio al vertice alla Joint Air Task Force

Presso l’aeroporto militare di Herat, il col. Luca Maineri ha ceduto al parigrado, Saverio Agresti, il comando della Joint Air Task Force (J.A.T.F.), da cui dipendono gli assetti aerei dell’Aeronautica Militare impiegati in Afghanistan.
La cerimonia di avvicendamento è avvenuta alla presenza del generale di brigata Michele Pellegrino, comandante del “Regional Command West” (RC-W), il comando multinazionale a guida italiana su base Brigata meccanizzata “Aosta”.
Il col. Luca Maineri lascia il comando, dopo un impegno di sei mesi durante il quale sono state svolte, dagli assetti da lui dipendenti, circa 3.400 ore di volo di cui: - 600 ore dei velivoli C130J e 500 ore dei C27J; - 900 ore degli AMX e, infine, 1.400 ore dei velivoli a pilotaggio remoto Predator.


Il comandante delle Forze Operative Terrestri in visita a Lampedusa

Il gen. C.A. Roberto Bernardini si è recato in visita a Lampedusa per incontrare il personale delle Forze Operative Terrestri che, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, in corso ormai da cinque anni, è impegnato nella vigilanza e il controllo del “Centro di Soccorso e Prima Accoglienza”.
Da pochi giorni, a mente di quanto appreso nel corso delle operazioni fuori area circa l’importanza della mediazione culturale, oltre al personale che, normalmente, ha compiti di sorveglianza del Centro, sono stati chiamati ad operare anche tre militari italiani di origini africane (due uomini e una donna), in grado di interfacciarsi in maniera ottimale con gli ospiti del centro.


In ricordo delle 366 vittime di immigrati

I militari dell’Esercito Italiano, impiegati nell’operazione strade sicure a Lampedusa, hanno partecipato alla cerimonia organizzata dalle autorità locali per ricordare le 366 vittime del naufragio che si è verificato lo scorso 3 ottobre, davanti alle coste dell’isola. I militari, presenti a Lampedusa da quasi 5 anni per assicurare la sicurezza del centro soccorso e prima accoglienza, hanno partecipato, fin dai primi minuti dal tragico evento, alle fasi di recupero dei superstiti, prima, e delle salme, dopo. I militari hanno, inoltre, svolto attività di sorveglianza lungo la costa dell’isola per controllare che eventuali salme, trasportate dalle correnti, non arrivassero sulle spiagge frequentate da turisti.




 


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