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 martedì 27 agosto 2013

TERZA ETÀ

Solitudine e depressione nell’anziano vanno a braccetto

di Domenica Timpano


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Il problema della solitudine è quello che, più di ogni altro, affligge l’anziano, soprattutto nel periodo estivo. Deprivato del ruolo rivestito nella società e, molto spesso, anche in famiglia, l’anziano diventa triste, tende ad isolarsi, quando non viene isolato da quanti non hanno la giusta sensibilità per capire e da quanti non sanno fare tesoro di un vissuto degno di rispetto.

Nello stato di debolezza che si determina, la depressione è in agguato e, quando arriva, per sconfiggerla non bastano le medicine, ma occorre stendere una rete di protezione e porre in essere piccoli e preziosi accorgimenti.

In mente, tornano alcune idee, suggerite da medici, che, seppure non risolutive, si ritiene possano tornare utili sia agli anziani che a quanti ne hanno a cuore le sorti.


Obiettivi di auto aiuto:

Cercare occasioni per migliorare il proprio stato d’animo, aumentando l’attività fisica che ha potenti effetti sull’umore: aggiungere movimento ogni giorno, prendere le scale, fare qualche lavoro domestico, godere di una breve passeggiata.

Sforzarsi di mantenere uno stato attivo sia fisicamente che con la mente e in un contesto sociale: imparare nuove abilità, riscoprire attività che piacciono, come: leggere, scrivere, fare fotografie, imparare a gioire delle piccole cose, vivere insieme agli altri, ripristinare rapporti con amici, parenti, vicini di casa.

Cercare di dominare lo stress emotivo imparando a gestire le proprie emozioni.

Porsi l’obiettivo di dormire almeno 6-8 ore, ogni notte.

Mantenere una dieta sana.

Prendersi cura di un animale domestico.

Creare opportunità per ridere: scambiare storie umoristiche e barzellette con i propri cari, guardare una commedia, leggere un libro divertente.


Come aiutare l’anziano solo:

Ascoltare l’anziano con pazienza e comprensione, senza criticare i sentimenti espressi.

Invitarlo fuori. Una passeggiata in compagnia, una visita al museo, un pomeriggio al cinema, forniscono una stimolazione fisica e mentale preziosa.

Pianificare alcune attività sociali che comprendono gite di gruppo, visite a parenti ed altro per combattere l’isolamento.

Sostenerlo nelle attività giornaliere: assicurarsi che tutti i farmaci siano presi come da istruzioni, aiutarlo a ricordare quando e come prendere la sua dose.

Ricordare alla persona di obbedire alle prescrizioni del medico circa l’uso dell’alcol, degli zuccheri e degli alimenti dannosi.

Cogliere i momenti di criticità (segnali di pericolo, di suicidio, o di abbattimento ingiustificato), facendosi carico di avvertire il medico.

Limitare il tempo in cui l’anziano rimane solo.

Aiutarlo a trovare un nuovo significato e scopo della vita ricorrendo anche ad un’assistenza religiosa, a gruppi d’ascolto, o di sostegno, che possono concorrere a modificare stili di vita stressanti, guarire dalle perdite, elaborare le emozioni difficili, cambiare modelli di pensiero negativo e sviluppare una migliore capacità per affrontare la vita.

Accoglierlo con disponibilità e affetto.


 


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