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 venerdì 7 aprile 2017

SAPORI E CULTURA

Alla scoperta del “Biscotto Castriciano”

di Redazione


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Castroreale, paese medievale in provincia di Messina situato sui monti Peloritani nord-occidentali, è famoso non solo per la sua storia, le chiese, le opere d’arte, la suggestiva processione del “Cristo Lungo” e gli splendidi panorami, ma anche per il biscotto tipico castrense, nel dialetto locale U Biscottu Castriciano. In origine, fu ideato e prodotto dalla suore Clarisse che, fino al 1866, abitarono il Monastero di Santa Maria degli Angeli, di Castroreale, e per questo viene chiamato anche U Biscottu da Badissa. Attualmente, sono due i Biscottifici locali, a conduzione familiare che lo producono, La Botteguccia, di Maria Elisa Rappazzo, e il Biscottificio di Lucia Rappazzo, i cui laboratori sono entrambi siti in contrada Santa Croce, a Castroreale. Per saperne di più sul biscotto castrense abbiamo incontrato, direttamente, i produttori, i quali ci raccontano che, fino a circa trent’anni fa, in paese, non si producevano più biscotti castriciani; infatti, la ricetta era custodita, gelosamente, da alcuni discendenti di panificatori castrensi scomparsi. Soltanto all’inizio degli anni ‘80, gli attuali biscottifici riuscirono ad entrare in possesso della ricetta, che, però, conteneva solo l’elenco degli ingredienti e ciò non bastava. Mancava tutto il procedimento: l’ordine in cui gli ingredienti dovevano essere mescolati e i tempi di cottura.

Furono molti i tentativi e gli esperimenti attorno al forno a legna, ma la costanza e la tenacia premiano e, un giorno, dopo anni e anni, fu sfornato l’originario biscotto castriciano e il suo aroma delizioso ricominciò a inondare le stradine del paese. Questi gli ingredienti semplici, genuini e non più segreti del biscotto castriciano: farina, lievito, strutto, zucchero, sale e aromi naturali, in particolare, cannella, chiodi di garofano tritati e semi di anice. Banditi i conservanti. Preparare i biscotti castriciani richiede dalle sei alle otto ore! Esistono due versioni: quella morbida, sfornata dopo la prima cottura, ottima da mangiare sia da sola, sia farcita con marmellata o nutella, sia come accompagnamento a un gelato, e quella dura, infornata per la seconda volta, da inzuppare nel caffellatte, nel vino dolce o da gustare con la granita al limone. Il biscotto castriciano si caratterizza per la sua versatilità: buono a colazione, come spuntino, a chiusura del pranzo tuffato nella Malvasia, adatto anche a chi, per problemi di salute, non può mangiare troppo zucchero, in quanto non molto dolce. U Biscottu Castriciano, un biscotto dal gusto “antico”.



 


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