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 martedì 9 luglio 2013

INSIEME… PER IL SOCIALE

Un mare da vivere… senza barriere

di Lo Faro Rosario


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Il mare, oltre ad essere un elemento naturale, biologicamente indispensabile, rappresenta, da sempre per l’uomo, una passione. Dall’incontro con il mare possono derivare spinte verso il potenziamento della personalità. La navigazione rappresenta un forte incentivo per la costruzione di un carattere forte e sicuro e una stimolazione all’utilizzo di energie costruttive interiori. Il mare è, dunque, un ambiente unico e la possibilità di viverlo da protagonisti costituisce un mezzo efficace di riabilitazione e di formazione, oltre che di potenziamento del proprio carattere.

Da anni, i volontari dell’AssociazioneL’Aquilone” collaborano ad un progetto di utilità sociale, con i medici e gli assistenti del Dipartimento di Igiene Mentale del Centro Diurno “Camelot”, Asp5 della Cittadella Sanitaria “L. Mandalari”, di Messina, fruitori i pazienti della struttura, in quello che è diventato un vero Progetto di MareTerapia.

Quest’anno, l’iniziativa sociale vedrà l’importante collaborazione della “Lega Navale Italiana”, sezione di Messina.

Nel periodo estivo, una serie di iniziative vedranno impegnati, oltre agli utenti del “Camelot”, anche quelli dell’ANFFAS di Messina ed altre associazioni del territorio.

Un ruolo importante quello della “Lega Navale” che oltre a mettere a disposizione i locali della sede di Grotte, darà un apporto sostanziale, con l’ausilio di esperti nel settore della marineria.

Come non ricordare gli inizi del progetto, quando a bordo di un peschereccio di circa 20 metri, il San Giuseppe II, acquisito in donazione dall’Associazione “L’Aquilone”, si cominciò a navigare lo Stretto di Messina, a conoscere i segreti, le correnti, i miti e le leggende.

Oggi, l’imbarcazione, purtroppo, non è più fruibile e giace in cantiere in attesa di essere demolita.

Nonostante i sacrifici da parte dei volontari dell’Associazione, nulla fu mai fatto, da parte delle amministrazioni pubbliche, per dare un valido contributo al Progetto ed alla sua valenza, riconosciuta dai medici, che in questi anni hanno supportato l’iniziativa.

Bisognava adeguare l’imbarcazione all’abbattimento delle barriere architettoniche in mare, dotarla di una passerella per l’accesso a bordo di persone disabili in carrozzina e, per questo, fu richiesto un contributo alla Regione Sicilia, avendo avuto allora, ampie garanzie di accoglimento.

Ma, ahimè, tutto si arenò per incuria e poca attenzione ad un problema sociale d’importante rilevanza. Ma mai arrendersi e mai demordere su qualcosa alla quale si crede, ed oggi, nonostante tutto, ci si avvia ad una nuova stagione, con più stimoli e voglia di fare.


 


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