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 martedì 18 giugno 2013

PREVENZIONE RISCHIO INCENDI

Attenti al fuoco

di Domenico Interdonato


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Gli incendi boschivi interessano il territorio nazionale soltanto per pochi giorni l’anno, circa due settimane per regione, tanto quanto basta per incenerire il patrimonio boschivo con tutto il suo habitat e mettere in pericolo la vita delle persone.


Gli incendi, quelli di origine dolosa, sono una piaga tribale, usi e costumi difficilissimi da estirpare. Tranne rarissime eccezioni, è sempre la mano terroristica dell’uomo che provoca le catastrofi estive.


I terroristi si scatenano sempre nella terza decade di luglio, ma, tranne casi eclatanti, l’incendio è diventato ormai un malcostume quasi tollerato e si presta poca attenzione agli eventi. Poi, se non ci scappa il morto, si dimentica ancora prima.


Ma come si possono evitare tali scempi? La soluzione c’è ed è praticabile a costo zero: i terroristi con l’accendino concentrano i loro sforzi in maniera massiccia soltanto nelle giornate ventose, perché con il vento di scirocco o di maestrale diventa impossibile gestire i tantissimi focolai e si ottiene l’effetto voluto.


Loro sanno che gli incendi si devono appiccare, possibilmente nello stesso momento, e in province diverse per far sì che venga annullato l’intervento dell’uomo con i sistemi aerei e di terra; un fronte, largo e lungo, diventa ingestibile dai soccorsi e l’effetto carbonella riesce, perfettamente.


Le Prefetture e la Forestale dovrebbero individuare, ad inizio estate, le aree a rischio e disporre così i monitoraggi; inoltre, qualche ora prima dell’arrivo dei venti, si dovrebbero spostare, in maniera strategica, gli aerei Canadair per colpire, sul nascere, i focolai.


Le segnalazioni di condizioni meteo avverse devono servire ad attivare le forze dell’ordine, sopratutto quelle che vivono in realtà rurali o periferiche, assieme alla popolazione, e con le loro tempestive segnalazioni prevenire gli incendi e, in molti casi, salvare vite umane.


La prevenzione servirebbe a limitare frane e smottamenti d’inizio autunno prodotte dalla desertificazione da incendi e per stoppare gli stessi ci vuole una regia nazionale, un pizzico di buona volontà, ma, soprattutto, la volontà di farlo.


 


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