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 lunedì 22 aprile 2013

CORSO DI STORIA DELL’EUROPA MODERNA

“Che tempo che faceva. Storia del clima dal Mille al Duemila”

di Redazione


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Finisce all’Osservatorio il ciclo di lezioni di Storia dell’Europa moderna (corso di laurea magistrale in Scienze storiche). Le ultime tre ore di lezione, alla Stazione meteorologica dell’Aeronautica militare, con relativa visita guidata, chiudono il corso intitolato Che tempo che faceva. Storia del clima dal Mille al Duemila.


Non ci poteva essere più degna conclusione, grazie alla disponibilità e alla cortesia del comandante della Stazione, Giovanni Cavaliere, e di tutto lo staff, che ha messo a disposizione tutte le sue competenze. Con gli studenti ed il docente, prof. Giuseppe Restifo, alla chiusura del corso hanno, anche, partecipato i dottori Elina Gugliuzzo e Giuseppe Martino, con i loro interventi.


La stazione meteorologica, che è collegata con il Centro nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica, con sede a Pratica di Mare, ha reso così possibile conoscere strumentazioni e modalità di rilevazione di decisivi elementi meteorologici, come il meteo marittimo, le precipitazioni giornaliere, le medie climatologiche mensili, le temperature, l’evoluzione delle nubi sulle montagne, la durata dell’insolazione, e tanto altro, ancora. Tutti i fenomeni atmosferici e climatologici sono saliti alla ribalta in questo tempo di global warming e, in maniera rilevante, anche a livello locale: siamo alla punta avanzata di una storia “glocale” e Messina è un punto d’osservazione, particolarmente, privilegiato, nel bene e, purtroppo, nel male.


Anche, la localizzazione dell’Osservatorio si presta a considerazioni sulla storia di Messina: in quel punto sorgeva il forte dell’Andria, nell’ambito del circuito delle mura cinquecentesche, punto fortificato sopra il bastione San Vincenzo, con un’aperta visuale su tutta la costa Nord del territorio messinese. Qualche brandello di quel forte, noto anche per i fatti del 1848, rimane nel sito, a testimonianza di frammenti della storia cittadina.



prof. Giuseppe Restifo, Università degli Studi di Messina


 


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