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 giovedì 21 febbraio 2013

CENTRO DIURNO “CAMELOT” – MESSINA

CARNEVALE E SAN VALENTINO A CAMELOT

di Redazione


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Si sono, appena, conclusi, in collaborazione con la fondazione “Bonino Pulejo”, l’Associazione “Il Centauro onlus”, “FiloDirettonews”, il Servizio Civile Nazionale e l’Associazione di musicoterapia “Muterà”, i festeggiamenti al Centro Diurno “Camelot” del Modulo Dipartimentale Salute Mentale Messina Nord, per Carnevale e San Valentino. Eventi, fortemente, voluti dagli utenti e accolti dall’equipe, con allegria e leggerezza. Il tema centrale del primo evento è stato Saggia Follia, Folle Saggezza: aveva il fine di manifestare, con libertà e senza censure, la parte folle che ciascuno possiede e si è concluso, tra musiche e balli, con la sfilata delle maschere e la premiazione dei costumi più originali. “Una festa in maschera alla mia età? Forse non è il caso”. Così, pensava Giovanni, 49 anni, da 2 ospite del Centro. Poi, però, si è convinto, ha tirato fuori un vecchio costume da clown e si è lasciato travolgere dall’atmosfera carnevalesca. Anche, gli operatori ed i volontari, rigorosamente in maschera, hanno partecipato con il fine di conquistare l’ambito titolo di Re e Regina di Camelot.

Il secondo evento di “San Valentino”, ha visto Camelot avvolto da un’atmosfera magica, di luci, colori e note. Marina Nardo, con il suo violino, ha suonato e cantato famosi pezzi contemporanei ed ha dato vita alla parte più sentimentale e romantica dei partecipanti, aiutandoli ad esprimere le proprie emozioni, attraverso pensieri d’amore, che gli stessi hanno scritto in cartoncini colorati a forma di cuore, che, dopo aver letto, hanno appeso tutt’intorno alle pareti del salone “Il Trionfo dei Cavalieri”.

L’obiettivo principale di Camelot è la crescita e la realizzazione personale dei pazienti, in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Tuttavia, l’impegno degli operatori non è mirato solo alla cura e alla riabilitazione dei soggetti, con problemi psichici, ma si lavora insieme per prevenire il disagio sociale giovanile, aiutando, anche, i ragazzi che hanno difficoltà a trovare una propria progettualità, a far emergere la loro creatività e unicità.

Camelot è uno spazio potenziale, un luogo work in progress, uno spazio transizionale, uno spazio di realtà condivisa, uno spazio di gioco, volto alla riattivazione degli originari impulsi creativi. Sin dall’inizio, lo si è immaginato e concepito come uno spazio aperto senza confini, un luogo di incontro, una piazza, un luogo di eventi culturali: mostre, tavole rotonde interdisciplinari. È straordinario osservare lo slittamento dei ruoli e l’atmosfera di condivisione, ciascuno può rispecchiarsi e costellare di sé lati sconosciuti, quella parte che consente di non alienarsi, il vero incontro con l’altro che siamo.

Camelot, spazio magico tra fantasia e realtà, vuol rappresentare il luogo rituale, volto a recuperare e valorizzare le naturali potenzialità vitali e trasformative dell’individuo, attraverso l’attivazione di un naturale e istintivo atteggiamento di “creatività”. Creatività non limitata alla produzione artistica, ma intesa come atteggiamento creativo verso la vita stessa, verso un modo nuovo di agire la cura, lasciandosi contaminare da incontri, idee, emozioni. Camelot esiste grazie all’aiuto ed al sostegno di tutti quelli che hanno creduto nella sua vision: gli utenti, gli operatori, i tanti volontari e tirocinanti che si sono alternati, i maestri d’arte, le direzioni dell’azienda sanitaria, che si sono succedute nel tempo, ma, anche, ai tanti ostacoli e difficoltà che ne hanno rafforzato lo spirito.

Lasciandosi guidare dalla natura (…) il medico, più che curare, contribuirà allo sviluppo delle potenzialità creative del paziente” – C.G. Jung.

A cura di Piera Mangano ed Elisabetta Tedesco


 


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