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 lunedì 4 febbraio 2013

FRAMMENTI DELL’INTERIORITÀ UMANA

ANIMALITÀ COME ANIMA DELL’UOMO (PRIMA PARTE)

di Tommaso Calarco


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Nasco come piccolo cosmo in evoluzione, nessuno può in alcun modo, nemmeno lontanamente, intuirne la fioritura di mondi, galassie, costellazioni..

Certo è, che l’uomo, in sé, contiene archetipe risonanze, che si trasmutano, diventando vere personalità, a volte identificate come patologie di natura psichiatrica, altre semplicemente, affollano il nostro “interiore” in compagnia di un “io” che non sempre, bene amministra.

Sin dalla preistoria l’uomo è stato coinvolto dalla fascinazione del mondo animale, alternando ad una sacralizzazione, una demonizzazione dello stesso, inerendone, spesso, il simbolismo all’interiorità profonda; animale appunto, che ci induce a relazionarci con quell’istintività senza coscienza né morale – giustificata e purificata in quanto, solo, caratteristica del bestiale – in noi diviene “l’altrimenti, “l’illimite”, “l’inaudito”. Tale raffronto ci disturba, inquieta, si pone come matrice indagatrice dei nostri sentimenti, passioni, relazioni.

Etimologicamente, il sostantivo maschile animale, deriva dall’aggettivo anima, in latino: che riguarda l’anima, gli esseri animati. Questo strano connubio sembra attraversare, trasversalmente, i due mondi, quello umano e quello animale.

Insiemi, tanti, incontabili, si includono, intersecano, sovrappongono, raccontano..

Al prossimo approfondimento.


 


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