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 mercoledì 14 ottobre 2015

RAZZA DA TUTELARE

Il Cirneco dell’Etna

di Armando Russo


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Un buon Cirneco non dovrebbe perdere nemmeno un coniglio tra le montagne bruciate dall’estate agostana. Le orecchie erette, pronte, sempre, a captare qualsiasi rumore sospetto, mostrerebbero l’origine rozza ed antica del nostro cane. Il collo arcuato, tutto muscoli e senza giogaia, è una leva scattante ed armonica per la testa levrieroide. Il corpo è una macchina, che spinge l’animale al trotto, fino a galoppate velocissime e brevi. I muscoli sottili e ben visibili sono, poi, adeguati al nostro cane, che, dotato di temperamento nevrile, deve sostenere corse rapidissime, alternate a cambiamenti bruschi di direzione. Non tutti i cirnechi ‘fermano’, solamente, alcuni di essi, mentre tutti, invece, ‘puntano’. Quando, però, il terreno diventa molto disagiato e, addirittura, lavico, tutte le altre razze da caccia accusano “spedature”: si stancano e soffrono la sete. Quindi, là dove è il regno del Cirneco (le falde dell’Etna), e, oggi, di buona parte della selvaggina, succede che gli altri cani non “rendano”, non siano capaci di cacciare nemmeno per un giorno; qui la razza sicula giganteggia, sopportando, a lungo, le più dure fatiche e resistendo molto bene alla sete.

Il loro pelo, la loro esuberanza, nella ricerca del coniglio, gli consentono di entrare, con grande coraggio e decisione, nel folto dei rovi e di stanare, pescandolo da vicino, il coniglio che non può… “giocare a rimpiattino” col Cirneco, ma ha due sole possibilità: uscire dai rovi e, quindi, farsi sparare dal cacciatore, o finire nelle fauci del cane, eventualità peraltro non rara. Questo modo di cacciare, pressando da vicino, è la caratteristica principale del Cirneco, che, in tal modo, domina il selvatico. È questa una delle azioni che fa prevalere questa razza sugli altri cani ed è la risultanza di molte delle sue qualità: ottimo olfatto, leggerezza, coraggio, decisione, intelligenza.

Per tutti questi motivi, in Sicilia, è sempre stato il cane per antonomasia, tanto che gli stessi siciliani, per dire che un uomo trova quello che cerca, usano l’espressione “..e chi è, ‘n cani cirneco?”. Per quanto riguarda il carattere dell’animale non possiamo non esaltarne l’affetto per il padrone e l’attaccamento ai suoi beni; infatti, quest’animale, il più delle volte senza alcun addestramento, difende, con ferocia e costanza, ciò che appartiene al proprio padrone. Cane duro, senza ombra di raffinatezze, indifferente ai dolori, alle fatiche e alla sete, è un degno figlio della calda Sicilia.


 


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