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 giovedì 10 gennaio 2013

SALUTE E BENESSERE

ALZHEIMER: UN PROBLEMA DI TUTTI

di Carlo Peditto


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Alzheimer: un salto nel buio nel precipizio della memoria, un percorso degenerativo, involutivo, regressivo, che modifica linguaggio e personalità, che addormenta la volontà, che atrofizza il sistema cognitivo e comportamentale, annientando capacità motorie, logiche e corrodendo, lentamente o velocemente, le funzioni vitali del malato, che impotente si lascia sopraffare da un silente e strisciante morbo, soffocando l’urlo di disperazione. Chi non ha mai, direttamente o indirettamente, sentito parlare di questa forma primaria di demenza? Elevata l’incidenza sulla popolazione mondiale. Sono ben 35 milioni i casi al mondo di Alzheimer secondo l’Alzheimer’s Disease International. Ogni 4 secondi nasce un nuovo caso di demenza, pari a 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno. In Italia, entro il 2030 saranno 799 mila. La progressione della disabilità, secondo la stima del Censis, passerà dal 6,7% del 2010 al 7,9% del 2020, per arrivare al 10,7% nel 2040. Nella sola Sicilia le persone affette da malattia di Alzheimer sono circa 50 mila e a Messina sono stimati in circa 5 mila e sono in aumento. L’Alzheimer non avvisa e, allora, bisogna correre ai ripari. Prima priorità è quella di fare prevenzione pre-clinica visto che potrebbe essere in incubazione dai 15 ai 20 anni.

Occorre puntare alla diagnosi precoce, a partire dal medico di base e da un buon neurologo, avvalendosi degli strumenti diagnostici come la risonanza funzionale, la Pet e l’elettroencefalogramma, che rilevano possibili atrofie nelle aree occipitali e possibili dilatazioni degli spazi nella corteccia encefalica. L’Alzheimer esordisce e si manifesta dai 40 ai 90 anni e il suo decorso è lungo, anche, dieci anni.

Sono sconosciute le cause, e le cure mediche hanno, per ora, solo il beneficio di rallentare la progressione della malattia. Pochi gli eletti che hanno accesso alle nuove terapie. È un privilegio potersi permettere il ricovero in centri specializzati. Sono, anche, ben consistenti le spese per la cura, l’assistenza, la sorveglianza ad un malato di Alzheimer. Nel complesso il costo medio annuo per paziente, comprensivo sia dei costi familiari che di quelli a carico della collettività, è risultato pari a poco più di 60.000 euro annui. E dove sono le istituzioni in tutto questo? Cosa fa la politica per sgravare la famiglia e promuovere un piano che dia un aiuto concreto? La ricerca nel 2025 darà una svolta per la cura? Intanto, è la famiglia che paga il prezzo più alto, sia in termini economici che di salute, se non ci sarà risposta a questi interrogativi.

L’amore per i malati di Alzheimer è la miglior cura che accompagna la speranza ed è obbligo di una società solidale rigenerare la vita e la memoria di chi la sta perdendo.

Questo è l’obbligo di una società solidale.


 


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