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 martedì 1 aprile 2014

PERSONAGGI

Il prof. Nino Scoglio, illustre figlio della città di Messina

di Alfonso Saya


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Ho avuto la fortuna di godere dell’amicizia di un concittadino illustre, il prof. Nino Scoglio, italianista che, nel 1987, è stato insignito del Premio di riconoscenza per meriti culturali, a favore della crescita di Messina. Amava tanto e desiderava vederla – come la descrive il Dumas – con le sue belle piazze, con i suoi monumenti, con le sue belle ville. Egli guardando verso il Porto e alla Madonnina mi diceva queste parole, che sono impresse nella mia memoria e, difficilmente, potrò dimenticarle: “Che bella visione si estende davanti ai nostri occhi. La nostra città è, veramente, il Bosforo d’Italia … . Il mare azzurro sembra il mantello della Madonna, è un dono di Dio, è un dono della Natura. Lo Zar Nicola di Russia – sono ancora le parole dell’indimenticabile professore – soleva venire a Messina e diceva, rivolto ai cittadini: ‘Io sono il padrone di tutte le Russie, ma voi siete i padroni del Paradiso!’”.

Il Pascoli, poi, che ha insegnato nella nostra Università, invitava il suo amico Severino Ferrari, con queste bellissime parole: “Vieni qui, nella bella Messina, su questo Stretto, immergi la mano nell’acqua, gocciolerà azzurro”.

Il prof. Scoglio, profondo cattolico, così definiva il “Rosario”: “Una delle più tipiche espressioni della religiosità di un popolo è, accanto alle altre preghiere, la litania. Anche noi cattolici abbiamo la nostra litania: il Rosario, questa bellissima, inimitabile invocazione del nome santo di Maria. Non importa discutere se il Santo Rosario l’abbiamo derivato dai monaci musulmani o i musulmani dai nostri monaci. La Chiesa cattolica, mutuando tale pratica antica e inserendovi col Messaggio dell’Arcangelo Gabriele, il Mistero di Cristo incarnato e risuscitato, ha fatto del Rosario una preghiera completa. Una preghiera che hanno recitato, devotamente, i nostri Padri, che seguitano a recitare le nostre vecchiette, una preghiera che ci si augura possano recitare anche i giovani sull’esempio dei genitori. Una preghiera insostituibile per chi crede veramente”.


 


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